15 Settembre 2009

Atto intimidatorio al centro “Padre Nostro” nell’anniversario di Don Puglisi

Le celebrazioni per ricordare padre Pino Puglisi, il sacerdote ucciso dalla mafia a Palermo il 15 settembre di 16 anni fa, sono state segnate dall'ennesimo attentato intimidatorio nei confronti del Centro Padre Nostro, fondato proprio dal parroco. Qualcuno nella notte tra domenica e lunedì si è introdotto nel centro polivalente in via San Ciro, nel quartiere Brancaccio, danneggiando la struttura e rubando alcuni attrezzi da lavoro.

"E' stata scassinata la porta del magazzino - dice Maurizio Artale, presidente del centro Padre Nostro - Non ci sembrava vero, ricordare padre Puglisi senza denunciare un attentato, un intrusione, un furto". "Se ognuno di noi sara' disposto a fare qualcosa, uniti potremo faremo molto per la Sicilia e contro la criminalita' organizzata. Questa la lezione che ci ha lasciato padre Pino Puglisi, martire della mafia e altissimo esempio morale per tutti gli italiani". Lo afferma Sergio D'Antoni, vicepresidente della commissione Finanze della Camera e responsabile delle politiche per il Mezzogiorno del Pd, in occasione del quindicesimo anniversario della morte del sacerdote. "Il suo impegno -continua D'Antoni- e il suo sacrificio hanno messo a nudo l'essenza del potere mafioso, che si fonda sull'intimidazione e sulla violenza individuale. Per questo il suo sacrificio non e' stato vano. Sconfiggere il cancro di cosa nostra e' un imperativo, e per riuscirci lo Stato e' chiamato a garantire certezza della pena e sviluppo economico, nel Mezzogiorno e in particolare in Sicilia. Ma per debellare il fenomeno mafioso serve anche l'impegno di ogni cittadino, l'intima volonta' di ogni individuo di dire no ai soprusi e alla prepotenza di una minoranza feroce e assassina". La testimonianza di padre Pino Puglisi, ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993, e' ancora viva. Lo ricorda il senatore del Pd, Giuseppe Lumia, in una nota in cui afferma: "Perche' la mafia uccide un prete di una piccola parrocchia della periferia di Palermo? Perche' ha paura dell'emancipazione sociale e culturale delle persone, dei giovani in particolare, dai clan e dalla cultura mafiosa. Quel prete e' padre Pino Puglisi, quella periferia e' Brancaccio, uno dei quartieri a piu' alta densita' mafiosa della citta'". La sua testimonianza - conclude il senatore del Pd padre_puglisi-  e' un esempio di amore per il prossimo di cui ognuno di noi deve fare memoria viva giorno per giorno. La lotta alle mafie per l'affermazione della legalita' non passa soltanto dall'azione repressiva dello Stato, ma dal contributo educativo, sociale e culturale che le istituzioni e ognuno di noi dobbiamo garantire nel quotidiano".

(D.B.)