16 Settembre 2009

Prete barricato in parrocchia allo Zen

Nel giorno del sedicesimo anniversario dell'uccisione di Don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio assassinato dalla mafia, un altro sacerdote palermitano impegnato in un quartiere "a rischio" di Palermo viene minacciato. Si tratta di Don Miguel Pertini, un giovane prete italo-argentino che da un anno guida la parrocchia di San Filippo Neri allo Zen, rione simbolo del degrado della città. Giovedì scorso una trentina di giovani del quartiere, armati di spranghe e bastoni, avrebbero minacciato il sacerdote al termine di una funzione religiosa. L'episodio è stato segnalato alla polizia da alcuni testimoni. Le minacce sarebbero legate all'attività pastorale del parroco.

Don Miguel, intervistato da Repubblica, non ha voluto confermare l'aggressione: "A volte - ha detto - è meglio tacere anche una verità. Per il bene del quartiere. Non sono il parroco del centro di Milano, basta una parola sbagliata....". La procura di Palermo ha aperto un'inchiesta e i magistrati hanno chiesto alla polizia gli atti relativi alle indagini fin qui svolte. Il prete è turbato e non vuole parlare con i giornalisti. Dice: "Non ho letto il giornale, non so di alcuna inchiesta. La chiesa è chiusa non ho niente da dire". La chiesa di don Pertini è molto grande è una struttura in cemento armato alta tre piani con l'enorme tetto spiovente che si apre su un grandissimo giardino che contiene anche un campetto di calcio. Tutto è chiuso da cancellate e ringhiere anti intrusione. este_02082515_30590Attorno vi sono i palazzi cadenti dello Zen e le case di due piani dello Zen 2 con i cortiletti interni dove si spaccia cocaina ed eroina, e tutt'attorno le stradelle che s'intersecano ospitando relitti di auto e ciclomotori rubati. Vicino la chiesa ci sono sei scheletri di Smart e due di Lancia Y regolarmente posteggiati da cui è stato asportato quasi tutto dal volante ai sedili, dai portacenere all'impianto elettrico. Molte case sono protette da grate e tutti i cortili comuni hanno la possibilità di essere chiusi da cancelli. Perfino il citofono della parrocchia è blindato: una grata di ferro impedisce di asportare la placca e i pulsanti.