18 Settembre 2009

Calcio: ‘Europa League’ amara per Roma e Lazio, vince il Genoa

SERIE A 2007/ 2008 - ROUND 05 - ROMA > INTER

Una brutta Roma, un Basilea gagliardo, voglioso, una partita ruvida, non bella ma combattuta, che i giallorossi hanno concluso con una sconfitta sul groppone per 2-0. Si tratta del primo ko in Europa League, ma soprattutto di una presa di coscienza da parte di Claudio Ranieri che, mai come stasera, si e' reso conto di quanto lavoro ci sara' da fare. Una salita durissima, piena di ostacoli, da percorrere sempre con l'ombra di Spalletti al proprio fianco, affidandosi ad una squadra che sembra spremuta e demoralizzata. Il Basilea non e' certo il Barcellona, anche se sfodera maglie della stessa marca e colore dei pluridecorati catalani, ma sembra possedere una marcia in piu' dei giallorossi. Gia' il prepartita, con alcuni tifosi della Roma fermati dalla polizia in seguito a qualche tafferuglio, non promette niente di buono. In campo andra' peggio. Al Basilea, infatti, bastano solo 11' per portarsi in vantaggio. E' la difesa giallorossa a porgere su un piatto d'argento l'1-0 agli svizzeri che di regali proprio non hanno bisogno: Mexes e De Rossi si ostacolano, dopo un rinvio corto di Pizarro, il pallone viene raccolto dal portoghese Carlitos che lo scaraventa alle spalle di Julio Sergio. La reazione della Roma e' pronta e veemente, ma produce poco: una traversa di Totti, su punizione dai 22 metri, al 17'; un salvataggio di Inkoom in angolo, dopo una fortissima conclusione di Riise, che sperava di bissare il gol al fulmicotone realizzato domenica a Siena, al 23'; una triangolazione Menez-Baptista-Menez, con il francese anticipato al momento della conclusione, poco dentro l'area, al 26'. Poi, piu' nulla. Possesso palla e qualche confuso fraseggio. Il finale di tempo e' tutto del Basilea che tiene in apprensione la difesa capitolina prima con Frei, che al 38' si fa anticipare da Riise, e con Streller, il cui colpo di testa al 41' costringe Julio Sergio ad una parata acrobatica. Il tempo si chiude con un fallo di frustrazione di Menez, che si becca il giallo meritatamente, mentre la ripresa si apre con Guberti all'esordio europeo al posto del francese col broncio. L'ex barese si sistema sulla sinistra e contribuisce in qualche modo ad alzare il baricentro della squadra. La Roma, in effetti, comincia a premere il piede sull'acceleratore e costringe gli avversari ad arretrare. Al 12' Totti scalda le mani a Costanzo con una punizione da 25 metri. I giallorossi provano ad alzare il ritmo, con l'intento di mettere in difficolta' i padroni di casa. Ranieri inserisce Tonetto e Vucinic, quest'ultimo tra gli uomini della svolta a Siena, ma non cambia granche'. Anzi, e' proprio la Roma a rischiare ancora una volta il tracollo, al 27', su una girata volante di Streller che si stampa sulla traversa di Julio Sergio. Nel finale arriva il raddoppio, un ko durissimo per una Roma che ancora deve ritrovarsi. E all'orizzonte si profila la minacciosa ombra della Fiorentina avversario domenica sera all'Olimpico nel posticipo di campionato.

Comincia nel peggiore dei modi anche l'Europa League della Lazio: contro il Salisburgo la formazione di BallardiniC_3_Media_886747_immagine_det fa harakiri nei minuti finali e regala i tre punti alla formazione austriaca. Una prestazione poco brillante quella di Zarate e compagni, protagonisti di un primo tempo in costante difficolta' per poi riprendersi nella ripresa con l'innesto di Foggia, con il napoletano capace di cambiare il passo della sua formazione e inventare il gol del momentaneo vantaggio. Il finale e' una sequela di errori che condannano la formazione laziale. Una Lazio dai due volti quella formato europeo. Capace di rovinare quanto di buono costruito nei minuti finali con due pasticci difensivi che il Salisburgo monetizza nel migliore dei modi, mettendo a segno due gol e strappando i tre punti. Un vero e proprio suicidio della formazione biancoceleste. La Lazio soffre troppo il Salisburgo, formazione compatta e quadrata, ma sicuramente alla sua portata. Una sconfitta che certamente complica sin dalla prima giornata il cammino della formazione di Lotito in Europa. Non brilla la Lazio. Il ko interno con la Juventus sembra aver lasciato piu' di un segno nei biancazzurri che nell'arco dei 90 minuti soffrono piu' del dovuto. E forse ci si deve domandare se il braccio di ferro con i 'dissidenti' (Pandev e Ledesma, ndr) sia una linea di condotta giusta per gli obiettivi della Lazio. La prima di Europa League e' anche la serata dell'esordio degli arbitri d'area, iniziativa fortemente voluta dal presidente dell'Uefa Michel Platini. Finalita' del quintetto (anzi sestetto, considerando anche il quarto uomo) aiutare l'arbitro in tutte quelle situazioni difficili da scorgere perche' lontane dal centro dell'azione, in particolare all'interno dell'area di rigore e nelle sue immediate vicinanze. Una iniziativa che necessita di collaudo. Il quintetto di stasera oltre all'effetto cromatico, non e' che abbia sortito chissa' quale ''rivoluzione'' in campo. Non morde la Lazio, almeno non come ci si sarebbe aspettati dopo il ko di sabato in campionato con la Juventus e come Ballardini auspicava alla vigilia. C'e' Zarate dal primo minuto dopo il forfait obbligato (e le polemiche) della vigilia con la Juventus, ma la Lazio non riesce a imporre il proprio gioco, almeno nella prima frazione. Nel secondo tempo, con l'innesto di Foggia la musica sembra cambiare ed il gol del momentaneo vantaggio (al 13'), prodezza del napoletano, illude che la pratica Salisburgo si possa chiudere con facilita'. Invece il Salisburgo, pur senza affondare piu' di tanto, non si tira indietro e gioca fino alla fine, sfruttando i momenti di black out della difesa laziale. In realta' i due gol austriaci sono due regali biancazzurri: il primo a nove minuti dalla fine porta la firma di Bizzarri e Diakite' che regalano a Schiemer il gol del pareggio. Al 47' e' Cribari a lisciare e per Janko infilare la palla in rete e' un gioco da ragazzi. La Lazio esce a testa bassa e tra i fischi. La prima in Europa, stasera, e' meglio dimenticarla in fretta.

genoa02G Un'altra punizione magica di Zapater, dopo quella con la Roma, e una zampata al volo di Sculli su bella azione del giovane Tomovic, regalano invece al Genoa la vittoria nella prima gara di Europa League contro lo Slavia Praga. I rossoblu' sono in testa al girone grazie al pareggio tra Valencia e Lille. Le perle dei due genoani hanno illuminato un Ferraris bardato a festa per questo esordio (22.000 spettatori) e hanno impreziosito una prestazione eccellente contro un avversario apparso nel complesso meno pericoloso di quanto ci si aspettava. Gli ospiti hanno subito per lunghi tratti la supremazia avversaria, hanno avuto subito una occasione per pareggiare il gol iniziale di Zapater (ma il tiraccio di Senkerik ha salvato Amelia) ma nel primo tempo non hanno creato altro. Solo nel finale di gara, sotto di due gol, i cechi sono riusciti a premere il Genoa nella sua area ma senza esito. La gara e' stata cosi' corretta che l'arbitro non ha dovuto ammonire nessuno. Poco operosi e mai determinanti anche i due nuovi arbitri d'area. Gasperini cambia due uomini in difesa rispetto a domenica e mette Tomovic e il recuperato Bocchetti al posto dello squalificato Biava e di Sokratis. A centrocampo c'e' l'esordio dal primo minuto di Kharja, accanto a Zapater, sulle ali Criscito e Rossi. Davanti gioca Crespo (Floccari non e' convocato perche' ha appena recuperato da un infortunio), con Sculli e Palacio. Lo Slavia Praga si schiera col modulo abituale, il 4-4-2, e in attacco giostrano Senkerik e Hlousek, che cercano subito la profondita'. Non c'e' tempo per studiarsi perche' una prodezza di Zapater porta subito in vantaggio il Grifone: al 4', Bocchetti subisce fallo al limite dell'area e sulla punizione, un po' spostata a sinistra, lo spagnolo mette la palla in rete sul primo palo con un tiro a girare. Dopo un minuto Palacio sfiora il 2-0, e poco dopo lo Slavia manca clamorosamente il pari con Senkerik, che tutto solo davanti a Amelia tira alle stelle. Il vantaggio consente al Genoa di giocare a un ritmo meno alto e di accelerare quando e' il momento di affondare l' azione. Le invenzioni di Palacio e Zapater, gli inserimenti di Criscito, Tomovic e Rossi, le incursioni di Sculli creano pericoli frequenti alla retroguardia ceca, che non ha punti di riferimento. I difensori e i centrocampisti si scambiano i ruoli con automatismi precisi anche se da perfezionare, le punte arretrano in difesa. Sculli sfiora due volte il colpo vincente e alla terza non sbaglia: poco prima del riposo segna su un cross pennellato dal bravo Tomovic, scagliando la palla in rete al volo per il 2-0. Nella ripresa il Genoa controlla senza affanno e negli affondi e' pericoloso con uno scambio Crespo-Rossi e con Zapater che colpisce la parta alta della traversa. I cechi provano ad accorciare con il nuovo entrato Naumov ma Amelia salva in uscita, poi Criscito salva con la faccia una girata avversaria da distanza ravvicinata e poco prima della fine Janda manda fuori di un soffio. La gara ha dato ottime indicazioni a Gasperini, a cominciare dal giovane serbo Tomovic, un po' macchinoso sulla linea di difesa ma imperioso e preciso negli affondi sulla fascia, e il gioco corale, in cui si e' inserito bene Kharja, nonostante i molti cambi ha fatto ancora una volta la differenza. (ANSA)