19 Settembre 2009

BRUNETTA: ELITES VOGLIONO GOLPE E SINISTRA E’ SUCCUBE

di Marco Dell'Omo (Fonte: ANSA)

ROMA - Il Brunetta furioso torna a colpire. Questa volta, ospite di un incontro a Cortina d'Ampezzo, il ministro anti-fannulloni spara a zero contro le èlites di "parassiti" e "irresponsabili" che starebbero progettando nientemeno che "un colpo di Stato"; ma strapazza anche la sinistra "per male", irretita dalle elite di cui sopra e mandata crudamente "a morire ammazzata". Tra i monti della conca ampezzana, il ministro va a briglia sciolta, menando fendenti a chi si oppone ai cambiamenti voluti dal governo.

Si tratta, nell'analisi di Brunetta, delle elite "della rendita parassitaria, burocratica, finanziaria, editoriale". "Questa sedicente elite in questo anno di grande crisi - sostiene - ha pensato solo a come far cadere un governo che guarda caso cominciava a colpire proprio le case matte della rendita". Il ministro mette in contrapposizione "i compagni della sinistra per bene" (chi sono? non lo ha detto) e quella che ha definito "la sinistra per male". "La povera sinistra - osserva - sarebbe nata con altri scopi e invece si fa condizionare da un'elite di merda", composta da "cattive banche, cattiva finanza, cattivi giornali". Di fronte a questa gragnola di colpi, la sinistra reagisce un po' con sdegno, un po' con ironia. "I soliti insulti di Brunetta - dice il segretario del Pd Franceschini, scegliendo la seconda opzione - mi hanno confermato nella convinzione che l'unica 'Brunetta' che merita rispetto è quella dei 'Ricchi e Poveri' ". Più severa la capogruppo alla Camera Finocchiaro, che censura gli "insulti sguaiati assolutamente non degni di un rappresentante istituzionale".

Duro anche l'altro capogruppo democratico Antonello Soro, che allarga il discorso all'esecutivo: "Il delirio e il fanatismo di Brunetta - a suo giudizio - testimoniano il fallimento di un governo che ha esaurito anche gli annunci propagandistici". Antonio Di Pietro si limita a osservare che la categoria dei politici "per male" è "trasversale". A drammatizzare le parole di Brunetta è il segretario del Pdci Diliberto: il colpo di Stato, è la sua tesi, lo starebbe per attuare il centrodestra, e le parole del ministro a Cortina ne sarebbero "l'avvisaglia". Il linguaggio di Brunetta non fa scandalo nel centrodestra. Gli uomini della maggioranza pensano che, data per scontata la mancanza di diplomazia del ministro, occorra guardare ai contenuti delle sue analisi e non alla forma: 'Anziche' dolersi o far finta di scandalizzarsi - sottolinea ad esempio il portavoce del Pdl Daniele Capezzone - la sinistra farebbe bene a riflettere sulle tesi politiche espresse da Renato Brunetta. Tutti sappiamo che il ministro ha totalmente ragione, quando spiega che la sinistra politica italiana si è chiusa a difesa dello status quo e della parte meno dinamica della nostra società ". Concorda Italo Bocchino "Brunetta ha semplicemente detto che ci sarebbe bisogno di una sinistra riformatrice attenta al merito ed alla produzione e che invece in Italia la sinistra difende privilegi, assistenzialismi e sprechi".