19 Settembre 2009

CATETERE PER NARCOTEST, INDAGATI UN BRIGADIERE DEI CARABINIERI E UN MEDICO

Immagine d'archivio tratta da: http://www.brindisitg24.it

BOLOGNA - Gli hanno applicato un catetere perché non riusciva a produrre l'urina per il narcotest: ora un brigadiere dei carabinieri e un medico del pronto soccorso sono destinatari di un avviso di fine indagine per violenza privata con l'aggravante di essere stata commessa da pubblici ufficiali, firmato dal Pm di Bologna Luigi Persico. La vicenda è accaduta a fine primavera in un paesino della Valle del Santerno, nella zona di Imola.

Un operaio venticinquenne è stato fermato per un controllo stradale. Il giovane ha subito detto di non aver né bevuto né fumato quella sera, ma ha ammesso di aver fumato una canna in passato. E' stato portato in ospedale per fare il narcotest, ma non riusciva ad orinare. Allora il brigadiere gli avrebbe prospettato una denuncia per rifiuto di eseguire il test e, come alternativa, l' applicazione del catetere. Il ragazzo se lo è fatto applicare, convinto di essere tenuto a farlo. E' risultato positivo ai cannabinoidi e gli è stata ritirata la patente. Il test però non indica quando è avvenuta l'assunzione di stupefacenti, che può risalire anche a diversi giorni indietro, e anche di recente a Bologna il Gip ha assolto un uomo che aveva fatto un lieve incidente e poi era risultato positivo al test. Il Gip Pasquale Gianniti nelle motivazioni aveva scritto che "il referto non rappresenta affatto prova del fatto che l' assunzione dello stupefacente sia avvenuta immediatamente prima del rilascio del campione delle urine, ben potendo la rilevata positività significare che l'assunzione era risalente nel tempo". Il giovane, umiliato e abbattuto, è andato dal suo legale, l'avv.Carlo Gandolfi Colleoni, per la vicenda del ritiro della patente. Vista l'anomalia delle procedura hanno deciso di presentare un esposto che ora ha portato all'avviso di fine indagine nei confronti del brigadiere e del medico dell'ospedale di Imola che applicò il catetere.

Fonte: ANSA