19 Settembre 2009

Crisi: in Italia tassi a breve per aziende fra più cari d’Europa

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I tassi di interesse a breve termine applicati alle aziende italiane restano, anche se in calo, tra i più alti d'Europa, mentre quelli a lungo termine sono i più convenienti. E' quanto emerge dalla periodica elaborazione realizzata dall'Ufficio Studi della Cgia di Mestre sul rapporto tra banche ed imprese nel periodo che va da gennaio a luglio 2009.

E il risultato non lascia dubbi: i tassi applicati in Italia a luglio di quest'anno per prestiti inferiori ad un anno toccano la soglia del 4,06 %, contro il 3,92 % della Germania, il 3,72 % della Spagna, il 3,11% dell'Olanda e il 3,05 % della Francia. La media dei paesi dell'area dell'euro ha toccato il 3,72%. "E' vero - spiega Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - che in Italia la contrazione dei tassi a breve avvenuta tra gennaio e luglio di quest'anno, pari al 1,62%, è stata la più elevata tra i Paesi presi in esame. Ciò non toglie, però, che lo spread era e rimane, chiaramente, il più alto tra i paesi leader dell'Ue".

CGIA-Mestre-big-01Per contro, invece, i tassi a lungo termine superiori ai 5 anni vedono le banche italiane essere le più virtuose in assoluto. In Italia i tassi applicati erano due mesi fa pari al 3,21 % contro una media Ue dei 16 del 3,82%. In Germania le banche applicavano il 4,18%, in Francia il 4,09%, in Olanda il 3,87% e in Spagna il 3,78%. "Questa situazione penalizza soprattutto le piccolissime imprese. Infatti - conclude Bortolussi - chi ricorre ai prestiti a breve termine sono in particolar modo le micro imprese che devono far fronte costantemente ad esigenze di liquidità, come l'anticipo delle fatture o lo scoperto di conto corrente. Per questo chiediamo al sistema bancario italiano di fare un ulteriore sforzo di riduzione del costo del denaro per sostenere in maniera più decisa le piccole realtà produttive. Vale a dire l'asse portante dell' economia del nostro paese". (Apcom)