19 Settembre 2009

Il IV centernario. Caravaggio ai lavori forzati

di Edek Osser, tratto da Il Giornale dell'Arte.com

Messina. La notizia sembra ottima: il Ministero per i Beni culturali ha deciso di dare il via al restauro dell'«L'adorazione dei pastori» di Caravaggio, del Museo Regionale di Messina. Alla spesa penserà uno sponsor prestigioso: la Camera dei Deputati. Il 2010 sarà l'anno di Caravaggio (quarto centenario dalla morte), e si preparano convegni, eventi e grandi mostre. Michelangelo Merisi è da tempo icona mediatica planetaria, dunque l'anniversario è un'occasione speciale per associare il suo nome a quello della Camera: il «ritorno d'immagine» è assicurato, basta sponsorizzare un restauro. La scelta è caduta su l'«Adorazione dei pastori» di Messina, un quadro spettacolare di più di 3 metri per 2: gli storici dell'arte dicono che non è tra i massimi capolavori del pittore, ma è comunque un'opera stupenda. Ma questo restauro è davvero necessario? Chi lo ha deciso e su quali basi? Viene annunciato un lavoro «lungo e complesso», eppure dalle relazioni scientifiche pubblicate dall'Istituto superiore per la conservazione e il restauro (Iscr), che da tempo studia il dipinto, «L'adorazione» non ne ha affatto bisogno. Le sue condizioni sono buone (ancora validi, si afferma, gli ottimi restauri degli anni Cinquanta). Basterebbe una «revisione», un intervento leggero. È di questo avviso anche Giuseppe Basile, eminente esperto di restauro, che conosce molto bene i due Caravaggio di Messina e si chiede anche come mai sia stato scelto per il restauro proprio quello che ne ha meno bisogno, e non si affronti semmai il problema più complesso dell'altro Caravaggio dello stesso museo, «La resurrezione di Lazzaro» che sta peggio ed è un autentico capolavoro. C'è il forte dubbio che si voglia fare le cose in fretta, e senza troppa fatica. Insomma, questo sembra proprio un restauro inutile (quindi potenzialmente dannoso) e si delinea come un'operazione di mecenatismo politico in vista di un ampio «ritorno» mediatico. Un altro elemento lascia perplessi: il restauro non viene affidato all'Iscr, che sarebbe in grado di intervenire rapidamente, in modo corretto (da anni l'Istituto lavora in accordo con il Museo di Messina) e a costo zero. Invece ogni decisione è stata presa dal Mibac che ha affidato il restauro a una ditta privata. Ogni restauro è un rischio ed è sempre questione delicata decidere se e come intervenire. Prima di affidare ai tecnici gli affreschi di Giotto agli Scrovegni di Padova e quelli della Basilica di Assisi, Basile ricorda di aver creato comitati internazionali di esperti. E questo, dice, si dovrebbe fare sempre con opere di particolare importanza. Adesso si parla anche della possibilità di intervenire sui Caravaggio della chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma. Anche in questo caso, secondo rapporti dell'Iscr, si tratterebbe di un intervento non necessario. Insomma, l'anno di Caravaggio rischia di non far bene ai suoi capolavori, condannati a restauri inutili per l'interesse mediatico di sponsor poco interessati all'arte e molto al consenso e alla pubblicità.