19 Settembre 2009

Sinistra e Libertà va a Napoli

sinistra%20unitaE' partito stamattina il primo gruppo di Sinistra e Libertà di Messina, per partecipare all'Assemblea nazionale che si tiene domani a Napoli. Oltre gli zaini e gli spazzolini, gli attivisti di SeL si sono portati anche il

Documento dell'assemblea provinciale di Messina di SINISTRA e LIBERTA' del

13 settembre.

L'autunno del 2009 sarà quello in cui l'Italia subirà gli effetti peggiori della crisi. Già a partire dal primo settembre da nord a sud centinaia di aziende non hanno riaperto i battenti, mentre la scuola pubblica è investita dal più grande licenziamento di massa della storia della repubblica.

Di fronte al netto peggioramento delle condizioni di vita di milioni di persone le forze di governo reagiscono alimentando il senso di insicurezza e la paura generalizzata. Le posizioni xenofobe della Lega non sono al centro dell'attenzione solo perché quel partito è determinante per la tenuta della maggioranza di centrodestra in Parlamento, rappresentano piuttosto il collante culturale di una vera e propria svolta autoritaria in cui il sogno della ricchezza facile e del successo individuale, tipico del primo berlusconismo, viene rafforzato - e in una certa misura sostituito - dall'incubo di un paese chiuso, in cui i penultimi sono in guerra contro gli ultimi, sparisce la cultura dei diritti e della solidarietà, l'unica libertà ammessa è quella proprietaria e predatoria, mentre si invoca e si pratica un generalizzato “ritorno all'ordine e alla gerarchia” sui luoghi di lavoro, nella scuola dove è vietato fare politica, nelle periferie dove la militarizzazione delle ronde sostituisce lo stato sociale.

La protervia con cui il “partito del nord” occupa la scena ha contribuito alla cancellazione della Questione Meridionale, che – invece - si aggrava e si cronicizza.

L'emigrazione dei giovani in cerca di migliori condizioni di studio e di lavoro assume ormai proporzioni da esodo biblico. Le grandi città siciliane - a partire da Messina -  sono sommerse dai debiti e vivono una crisi organica caratterizzata dalla drastica riduzione dei trasferimenti di denaro pubblico destinati al welfare e alle infrastrutture utili a cui le classi dirigenti preferiscono gli investimenti in grandi opere come il Ponte sullo Stretto o gli inceneritori. L'autonomismo è il  nuovo blocco di potere politico-mafioso, che si procura consensi di massa utilizzando i fondi disponibili per alimentare clientelismo e precarietà, partecipando alla rapina del territorio, proseguendo nella privatizzazione dei servizi e dei beni comuni, a partire dall'acqua.

In questo quadro -  anche per la frammentazione e la scomparsa dal Parlamento della Sinistra -  il ruolo dell'opposizione – essenzialmente su temi importanti come la questione morale e la libertà di informazione – è giocato da un quotidiano d'opinione come Repubblica e da una forza “nuova e anomala” come l'IdV, ma che spesso precipita in un giustizialismo qualunquista. Il Partito Democratico non ha ancora chiarito la propria identità e il proprio asse strategico, in ogni caso la scelta di fondo - mai messa in discussione - di essere partito “equidistante fra capitale e lavoro” lo rende inadeguato a rappresentare bisogni e aspirazioni della parte più sofferente del nostro paese.

Il contesto negativo fin qui delineato acuisce il conflitto sociale. Un conflitto che è spesso però frammentato e che parla il linguaggio della disperazione. Da nord a sud si moltiplicano le vertenze, mentre i lavoratori  precari della scuola  occupano gli uffici dei provveditorati e, a Messina, arrivano persino allo sciopero della fame. Dal sud poi riprende vigore un grande  movimento per un uso diverso del territorio. In 5000 in piena estate siamo scesi in piazza a Messina per ribadire il NO al ponte e alle grandi opere inutili. La FIOM proclama per ottobre l'ennesimo sciopero delle tute blu per la difesa del contratto nazionale di lavoro, mentre attorno alla data del 17 ottobre  si sta coagulando un vasto movimento contro il pacchetto sicurezza e le discriminazioni razziali. Ci sembra dunque urgente dare voce e rappresentanza politica a questi lavoratori ed alle loro vertenze, colmando subito l'enorme vuoto politico che si è aperto alla sinistra del Partito Democratico. Ma SL così com'è, ancora sospesa fra il "non più e il non ancora", è inadeguata ai compiti che dovrebbe svolgere.

Per questi motivi l’attivo di Messina propone che l’Assemblea nazionale di Sinistra e Libertà di Napoli dichiari chiusa definitivamente l'esperienza del cartello elettorale e aperto il percorso costituente per un Partito che interpreti la volontà di esistere e di agire politicamente della sinistra che guarda al futuro.

Un partito che sull'esempio della Linke tedesca, sappia "Ritrovare un pensiero lungo, capace di rispondere alla crisi del capitalismo globale finanziarizzato. Ritrovare un'idea di società, capace di fare i conti con le questioni cruciali del lavoro, della precarietà, delle migrazioni,  dei saperi, dell'ambiente, dei beni  comuni. Capace di contaminare e ricomporre i conflitti singoli, facendo uscire ciascuno di essi dalla solitudine in cui è confinato".

Per rendere possibile ciò occorre da subito:

  • Formare due o più commissioni di lavoro aperte che delineino una griglia di valori e di idee programmatiche, nonché di principi e regole organizzative e statutarie;
  • arrivare al congresso costitutivo del nuovo soggetto politico prima e non dopo la scadenza elettorale regionale del marzo prossimo, poiché un simile appuntamento - tappa indispensabile, ma non certo conclusiva del processo costituente - è anche utile per raccogliere slancio e energie in vista delle elezioni il cui esito peserà non poco sul futuro del nostro progetto;
  • chiarire immediatamente la scelta della presentazione elettorale di SL alle regionali;
  • lanciare subito una campagna di adesione/tesseramento a SL, anche ai fini di determinare le platee congressuali nei vari territori da cui fare emergere i delegati per l’assise congressuale nazionale, i cui tempi non dovrebbero quindi superare quelli della prima decade di febbraio. Costruire nel frattempo circoli territoriali e gruppi d'intervento tematico di SL in cui far confluire le strutture preesistenti ove esistano ancora; promuovere e rilanciare le “case della sinistra”. In proposito segnaliamo l’esempio virtuoso di Milazzo che vede raccolti nella Sinistra Milazzese i circoli locali di SL e PRC;
  • determinare i criteri e la composizione della costituzione degli organismi provvisori in vista del congresso, in particolare un comitato di coordinamento che definisca anche alcuni ruoli chiave, come, ad esempio, quello di un portavoce, di un responsabile del coordinamento organizzativo, di una presidenza delle commissioni congressuali, in modo che SL abbia da subito punti e persone di riferimento sia per ciò che riguarda l’interno che l’esterno;
  • progettare intervento organico sulla crisi, mappa delle fabbriche che chiudono, dei sevizi privatizzati, dei beni comuni e del territorio da difendere, della scuola, della riapertura di un circuito con i migranti, ecc....;
  • sottolineare l’AUTONOMIA di SL dal PD e l'apertura del suo processo costituente, attento alle dinamiche della società ed al percorso di PRC e PDCI.
  • Al termine dell'Assemblea provinciale messinese è stato eletto anche un Coordinamento provvisorio nelle persone di Tonino Cafeo, Beniamino Ginatempo, Antonio Isgrò, Maurizio Parisi e Giuseppe Restifo.