20 Settembre 2009

Problemi di sanità nella Piana

di Renato Bellofiore e Salvatore Nardi

 

elastici

 

Gioia Tauro:

per tentare di risolvere i problemi di sanità nella Piana si dia al “Giovanni XXIII” il ruolo-guida e portante che gli compete, almeno fino alla costruzione dell’Ospedale Unico che tutti auspichiamo.

Cittadinanza Democratica ha deciso che un altro sostanzioso “dossier” sarà presto consegnato alle varie Procure della Repubblica della Calabria, alla Corte dei Conti, al Ministro della Sanità ed a tutte le altre istituzioni competenti a “mettere il naso” sulle “procedure di distruzione” che da diversi anni vengono portate avanti ai danni dell’Ospedale “Giovanni XXIII”  di Gioia Tauro”.

Ormai da mesi si sta scavando a fondo, per fare emergere “il sommerso”, perché non è più tollerabile che gli eventuali responsabili dello sfascio del “presidio salvavita  per i lavoratori del porto” continuino a farla franca, davanti ad uno scenario così devastante, noncuranti che nel bacino d’utenza del nosocomio cittadino insiste, anzitutto, l’inquietante polveriera portuale ed industriale e due impianti ad alto rischio come il termovalorizzatore ed il depuratore”, oltre che vari centri commerciali che attirano migliaia di persone al giorno da tutta la provincia.

Non siamo quindi più disposti ad arretrare nemmeno di un millimetro su questo grosso nodo della sanità fin qui negata, e non arretreremo neanche su tutte le altre argomentazioni che riguardano direttamente la città di Gioia Tauro e che, attraverso vari “inciuci” e “comparati”, hanno preso vie diverse dalla loro sede ovvia e naturale della città più centrale e strategica situata nel “cuore” del comprensorio della Piana omonima”.

Nell’ospedale più centrale e certamente più fruibile, si sono effettuate operazioni di smobilitazione assurde. Interi reparti scomparsi (medicina, ortopedia, pediatria, ostetricia e ginecologia, endoscopia digestiva, ecc.) con la “trovata” della “sospensione temporanea” dell’attività per messa a norma dell’edificio. Più volte è stata annunciata la loro riattivazione, ma mai verificatasi. Clamoroso addirittura l’annuncio di almeno un lustro addietro in occasione dell’inaugurazione pomposa di “Fisiatria” (morta dopo qualche mese) che “per la imminente (?) riattivazione di Ortopedia si attendeva solo l’arrivo della “testata” dei letti”.

Ed invece si è continua a portare avanti una battaglia che non trova i favori degli interlocutori istituzionali, i quali, probabilmente (ci riferiamo alla commissione straordinaria dell’Asp 5 di RC), non è stata messa al corrente della moderna struttura esistente a Gioia Tauro e dell’importanza strategica della città nel comprensorio della Piana, anche se viene allargata fino a Scilla o a Melito Porto Salvo, come certamente ancora oggi non sanno dell’esistenza di deliberazioni ufficiali e democraticamente assunte dai Sindaci il 3 ott. 2007 sull’ubicazione dell’ospedale Unico.

E’ clamoroso che, mentre si sperpera dappertutto, per Gioia Tauro non si trovano pochi spiccioli per realizzare l’astanteria nel Pronto Soccorso nel quale vi è un via vai nelle 24 ore che non da pace all’insufficiente personale, non si siano trovati fondi per realizzare l’Utic, mentre si apprende con sgomento che il dott. Giuseppe Putortì, il manager dell’Asl 10 che ha dovuto passare la mano all’avvento dell’Asp 5, aveva compiuto passi concreti. Infatti, nel processo di rafforzamento della chirurgia d’urgenza, egli, dopo aver annunciato la dotazione di “Tac” e “Risonanza magnetica”, aveva già provveduto a suo tempo ad  acquistare le apparecchiature per almeno otto posti Utic. Apparecchiature che, si apprende “con dolore”, “giacciono” inutilizzate da diversi anni in un deposito o in uno scantinato del “Giovanni XXIII…”.

E riteniamo di non dovere ancora procedere oltre, se non per dire che la popolazione della Piana resta con “noi” in trepidante attesa che il cosiddetto “Ospedale della Costa”, ma noi diciamo della “Polveriera infortunistica” del Mega Porto e della varie ed ampie aree industriali e commerciali, si riappropri al più presto del ruolo-guida e portante che gli compete per tentare di risolvere i problemi di sanità nella Piana, almeno fino alla costruzione dell’Ospedale Unico che tutti noi auspichiamo.