21 Settembre 2009

La scelta a Messina tra sviluppo ed investimenti o desertificazione ed abbandono

Il 1° settembre è stato applicato l’accordo del 21 luglio sui contratti di solidarietà difensivi per 1054 lavoratori. Per effetto di tale accordo nella città di Messina circa 50 lavoratori sono stati sottoposti alla drastica riduzione dell’orario di lavoro in un clima negativo e preoccupato, anche a causa delle dichiarazioni aziendali riguardo alla scolarità ed alla professionalità dei lavoratori dei settori interessati. Tali dichiarazioni hanno lasciato intendere che alla scadenza dell’accordo non vi saranno prospettive di ricollocazione a causa del basso profilo professionale dei lavoratori coinvolti nel processo.

Ovviamente la dichiarazioni aziendali non corrispondono alla realtà dei fatti in quanto i lavoratori dell’AODA di Messina non hanno una scolarità inferiore a tutte le altre strutture aziendali regionali e nazionali e la loro professionalità, essendo stata riconvertita nel recente passato, per effetto delle continue ristrutturazioni aziendali, è articolata e flessibile. Infatti, i lavoratori dell’AODA di Messina hanno tutti provenienza o tecnica o commerciale. Sono lavoratori che vogliono essere ricollocati negli ambiti aziendali che soffrono meno la crisi del mercato ed hanno già inoltrato domanda di riconversione professionale nella Rete o nell’AOC. Inoltre, sempre a decorrere dal 1° settembre, Telecom Italia ha soppresso la figura del responsabile dell’AOC di Messina, e la responsabilità funzionale è stata attribuita all’AOC di Catania. Tale scelta, operata non in un’ottica di produttività o di recupero economico, è ingiustificata e lascia intravedere l’ inizio di un percorso di ulteriore precarizzazione del presidio territoriale della Telecom Italia nel territorio della provincia di Messina e preoccupa massimamente le OO.SS. territoriali ed i lavoratori tutti. Abbiamo tutti vissuto le vicende di Siracusa e non è detto che Telecom Italia non ripeta il tentativo di abbandonare i territori delle province siciliane. Contemporaneamente il costante ricorso alla mobilità ha determinato , in ambito Rete , l’uscita di un notevole numero di lavoratori, tanto da rendere precaria anche la sussistenza del presidio tecnico della rete, compensato dal ricorso a ditte esterne, con le dinamiche consuete che accompagnano il ricorso agli appalti. Le OO.SS. provinciali ed i lavoratori tutti chiedono all’Azienda di favorire la riconversione professionale dei lavoratori interessati ai contratti di solidarietà, di ripristinare la figura del Responsabile dell’AOC di Messina non proseguendo sul percorso dell’accorpamento funzionale, e di dare nuova occupazione in ambito rete . E’ prevista, entro il 2010, la costruzione di una zona di libero scambio, che per peso e dimensioni sarà tra le più grandi del mondo. Si tratta di un’occasione unica per la crescita economica e strategica dell’intera area mediterranea, destinata ad incrementare gli scambi commerciali ed i flussi di investimento tra l’Europa gli Stati dell’area mediterranea, destinati certamente a crescere. A partire dal 1 gennaio è previsto l’avvio dei lavori per la costruzione del Ponte di Messina. E’ all’orizzonte anche la costituzione dell’area metropolitana dello Stretto, che coinvolgerà le città di Messina e Reggio ed i territori limitrofi. In questo concreto contesto prospettico, è impensabile che Telecom Italia avvii percorsi di dismissione di presidi territoriali lontano dai naturali centri di sviluppo economico e sociale. Ed è impensabile che una società come Telecom Italia non assuma ruolo, visibilità e partecipazione in un contesto economico in dinamico sviluppo come quello dell’area dello Stretto. Anzi, al contrario Telecom Italia dovrebbe, nelle strategie di gestione dell’immagine, di marketing e di partecipazione socialmente responsabile alla crescita ed allo sviluppo economico del territorio italiano, sfruttare le potenzialità che deriveranno da questo incipiente momento storico. Inoltre, la città di Messina sarà interessata massicciamente da interventi strutturali che modificheranno totalmente il volto della città con opere ed infrastrutture già progettate, alcune in parte già finanziate ed altre in fase avanzata di progettazione, tali da attirare l’interesse delle grandi imprese, anche di telecomunicazione. Non è utopistico il proporre a Telecom Italia di presidiare le attività di sviluppo del mercato degli Stati che aderiscono all’area di libero scambio, proprio eleggendo come sede la città di Messina, con la creazione di una Direzione che si occupi proprio dello sviluppo dell’area mediterranea nel settore delle telecomunicazioni. E contemporaneamente potenziare il presidio territoriale dell’area delle due sponde dello Stretto. Le crisi economiche si affrontano certamente abbattendo i costi, ma anche facendo investimenti e realizzando infrastrutture. E quale altro territorio in Italia sarà interessato, in tempi relativamente brevi, da dinamiche di sviluppo commerciale, sociale ed economico se non l’area dello Stretto prima e successivamente l’area del Mediterraneo che lo comprende ? Tale scelta sarebbe produttiva anche considerando soltanto il ritorno di immagine per l’azienda, ma a questo si aggiunge il potenziale sviluppo del presidio tecnologico ed infrastrutturale delle telecomunicazioni nella più grande area di libero scambio del mondo. Invitiamo pertanto la Telecom Italia a riconsiderare il progetto complessivo sin ora attuato considerando anche la naturale vocazione e le potenzialità di sviluppo del nostro territorio.

(Segreterie Provinciali SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM)