21 Settembre 2009

Partite e partiti

di Tonino Cafeo

“Nino non aver paura/ di tirare un calcio di rigore” Ma Nino il calcio di rigore lo tira e lo sbaglia, dopo che la sua squadra per i fatidici 90 minuti e per i tempi supplementari aveva espresso un gioco spettacolare e appassionato. E’ questa la sensazione prevalente a Bagnoli quando Nichi Vendola legge la risoluzione conclusiva della prima assemblea nazionale di Sinistra e Libertà e la sottopone all’approvazione di una platea ancora emozionata dalle sue splendide conclusioni e non del tutto consapevole della situazione. Il documento riprende pari pari le indicazioni della relazione introduttiva di Claudio Fava, con l’aggiunta di una proposta nominativa per il coordinamento nazionale provvisorio - composta per il 50% dai dirigenti delle forze “preesistenti” ( e non ancora sciolte) e per l’altra metà da compagne e compagni autorevoli, non riconducibili a nessuna delle “sigle” , come Lisa Clark o Giuliana Sgrena. Le indicazioni operative parlano di due commissioni larghe: una per lo statuto e una per il programma fondamentale ( o “carta” dei valori , come va di moda dire oggi); una conferenza programmatica a dicembre; elezione dei coordinamenti regionali con gli stessi criteri adoperati per il nazionale; presentazione alle regionali di S&L in maniera omogenea; sostituzione dei “simbolini” con la parola “ecologia” e-finalmente- tesseramento e congresso di fondazione dopo le elezioni. Quindi Sinistra e Libertà esiste, anzi, attraverso le parole di Nichi Vendola, sembra quasi “chiedere scusa” per i propri troppi silenzi di quest’estate breve e rovente. Epperò c’è un problema. Nino il calcio di rigore l’ha sbagliato davvero. Fuor di metafora, fra introduzione e conclusioni, un’ assemblea ricchissima ha preso la parola ed ha espresso la determinazione di andare più veloce, di gettare il cuore oltre l’ostacolo.Nulla -o quasi- di tutto ciò è arrivato nelle conclusioni dell’incontro. Queste donne e questi uomini ( fra cui il sottoscritto) si sono sentiti ancora una volta poco ascoltati, tenuti sotto la campana di vetro della mediazione faticosa fra i soci fondatori. Tuttavia quella di ieri non è stata la finale dei mondiali, tuttalpiù la prima di campionato, dopo la partitella estiva del tre luglio. Per cui -smaltite le emozioni, insieme positive e negative, della domenica- occorre fermarsi a riflettere a mente fredda. Nichi Vendola, concludendo l’assemblea, ricorda a tutte e tutti la necessità di trovare la misura giusta per costruire una sinistra con l’aspirazione di diventare grande e di popolo. Una misura che deve diffidare della pazienza eccessiva , ma anche della fretta. L’ostinazione a tenere dentro cose che fino ad oggi -bene che vada - hanno diffidato l’una dell’altra- ( in primis, socialisti e comunisti) può essere portatrice di pericoli mortali: indecisione perenne, paralisi, fine della corsa. Bisogna sforzarsi di capirla però: sarebbe stato altrettanto disastrosa una falsa partenza condita da una rottura insanabile sulle parole o -peggio- sulle date di un congresso. Troppo , nelle condizioni presenti, il bisogno di un partito di Sinistra determinato e influente perché ci si possa permettere il lusso di abortirlo così. Allora facciamo come i nostri vecchi: accendiamo il fuoco con la legna che abbiamo. L’altra la taglieremo e l’aggiungeremo via via. Abbiamo gli elementi minimi per costruire le fondamenta ed anche il resto di S&L: * Il tesseramento. Cioè l’attestato della cittadinanza di un partito, quella carta che sancisce il diritto a partecipare e ad essere determinanti nelle scelte; * i criteri di formazione dei coordinamenti provvisori che vanno finalmente oltre la logica dei soci fondatori; * la conferenza di programma che aprirà finalmente il dibattito sui “fondamentali” di questo nuovo soggetto politico; * il portavoce unico, che darà a SL una voce sola. *il congresso, che sancirà la conclusione di questa lunga e tortuosa transizione. Questi elementi non sciolgono di per sé, come era quasi ovvio, i nodi politici e identitari enormi che abbiamo ancora di fronte: Una per tutti , la spinosa questione della Toscana , dove i socialisti votano insieme a PD e PDL una legge elettorale scandalosa, copiata dallo sciagurato “porcellum”. Questi nodi può scioglierli solo la costruzione democratica e partecipata di un partito e il suo fare, e farsi, politica. Gli strumenti per passare dalle parole a i fatti l’assemblea di Bagnoli li ha messi in campo. Ora sta a noi adoperarli, sapendo che ci costerà ancora tempo e fatica. Ma ne verremo fuori, se non altro perché coltiviamo l’ostinazione paziente di chi si ribella -per carattere- a tutte le ingiustizie.