23 Settembre 2009

Caso Russo: La giornata degli ispettori al Papardo

«Abbiamo raccolto elementi interessanti, alcune testimonianze e molti atti. Adesso li valuteremo con attenzione e poi stenderemo le nostre conclusioni». 

Poche parole, affidate al prof. Rosario Russo dell’Università di Catania, uno dei componenti della commissione mista di ispettori inviati dal Ministero della Salute e dall’Assessorato regionale che ieri ha lavorato dalle 9.30 alle 17 all’ospedale Papardo. Della commissione fanno parte anche i prof. Francesco Vitale e Giuseppe Murolo dell’Assessorato regionale e i due ispettori del Ministero, i prof. Alessandro Ghirardini e Pasquale Salcuni. I cinque hanno preso visione della documentazione clinica, messa a disposizione dalla direzione generale, ed hanno ascoltato, per primi, il direttore generale dell’Azienda Papardo-Piemonte, Armando Caruso, e il direttore sanitario, Eugenio Ceratti, che aveva redatto la relazione mandata all’assessore regionale Massimo Russo subito dopo la morte di Giovanna Russo. La commissione ha poi sentito i medici dei reparti di Malattie dell’apparato respiratorio e di Rianimazione, tra cui il direttore Tanino Sutera, che hanno avuto in cura la 46enne. Ascoltati anche il medico di famiglia e la sorella della paziente deceduta, Giusy Russo. La missione, disposta dal viceministro della Salute, Ferruccio Fazio, e dall’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, è volta a verificare se nel trattamento del caso siano stati seguiti correttamente i protocolli sanitari definiti dal ministero. La donna di 46 anni era stata ricoverata con un grave quadro di insufficienza respiratoria per estesi addensamenti polmonari bilaterali. Dopo pochi giorni gli esami sul tampone faringeo e nasale avevano confermato la presenza del virus. A seguito di un primo peggioramento la donna era stata trasferita nel reparto di Rianimazione e messa in coma farmacologico. Subito dopo l’équipe guidata dal direttore dell’unità di Rianimazione del Papardo, Tanino Sutera, aveva somministrato un farmaco, non sperimentale come detto in un primo momento, che contiene un’alta percentuale di proteina “C” attivata e altri medicinali. Un secondo tampone era poi risultato negativo, a conferma che il virus non era più presente. Le condizioni della donna sembravano lentamente migliorare nonostante la polmonite con seri problemi respiratori. Sabato l’improvviso peggioramento che alle 16.20 ha provocato un crollo emodinamico e respiratorio con conseguente arresto cardiaco irreversibile.

Mauro Cucè, Giornale di Sicilia