23 Settembre 2009

CHIUSURA DELLE CUCINE AL GIOVANNI XXIII

di Renato Bellofiore e Jacopo Rizzo

Da stamattina sono state chiuse le cucine del Giovanni XXIII che rifornivano tutti i nosocomi della Piana e il servizio è stato affidato ad una ditta esterna.

Quindi continua la strategia di depotenziamento nei confronti dell’Ospedale di Gioia Tauro nonostante le direttive regionali lo abbiano strategicamente designato come il Polo costiero  nel quale concentrare l’offerta sanitaria nella Piana in attesa della realizzazione dell’Ospedale Unico.

Ciò che ancora una volta inquieta e si contesta non è il provvedimento in sé, in quanto non si può prescindere dal rispetto delle  norme, ma come ci si è arrivati. Infatti, già in seguito ad un’ispezione dei NAS di circa due anni fa erano state date delle prescrizioni per l’adeguamento dei locali della cucina, da allora nessun intervento è stato mai eseguito e si è lasciato, da parte dei vari uffici tecnici dell’Asp competenti, procedere il tutto verso l’inevitabile chiusura. Perché non si è intervenuti per tempo? Tutto molto simile al colpevole degrado che - per mancanza di una semplice ed economica manutenzione - ha portato alla chiusura e al trasferimento a Scilla per 6 mesi delle sale operatorie, gettando nel panico un’intera Piana. Cittadinanza Democratica ricordandosi degli assurdi e continui ritardi che di giorno in giorno rimandavano l’apertura delle sale chirurgiche chiede che si proceda immediatamente alla messa a norma delle cucine e all’immediata ripresa del servizio, la cui sospensione sta provocando un danno economico notevole sia all’azienda che alle tasche dei contribuenti.

Si segnala inoltre che i due ascensori, posti all’interno dell’Ospedale, sono uno da oltre un mese fuori servizio e l’altro non è in funzione da oltre tre giorni. Ciò impedisce la movimentazione di pazienti in barella e con altre difficoltà motorie ai piani superiori. Anche per tale disagio l’ufficio tecnico dovrebbe provvedere con estrema urgenza vista l’importanza di tale servizio che risulta indispensabile per la funzionalità dell’Ospedale.

Inoltre, voci insistenti e ben informate darebbero per imminente la chiusura del reparto di Dialisi di Palmi con conseguente trasferimento dello stesso tra gli Ospedali di Scilla e Taurianova.

Cittadinanza Democratica registra grande preoccupazione e sgomento tra i pazienti in dialisi, infatti riteniamo la scelta di Scilla assolutamente illogica e impraticabile vista la strada impervia ed impercorribile che i pazienti in dialisi dovrebbero percorre ogni due giorni.

Il reparto di Dialisi deve assolutamente rimanere nella Piana di Gioia Tauro. Inoltre, per imprescindibili necessità tecniche lo stesso deve essere associato ai reparti di Cardiologia, ad un laboratorio analisi, ad un Pronto Soccorso ed a un reparto di Nefrologia, dei quali non può fare a meno, salvo a voler mettere in pericolo la vita dei pazienti in dialisi.

Per Cittadinanza Democratica ogni altra scelta che non nasca dall’esclusivo interesse per la salute dei pazienti – ai quali deve assolutamente essere risparmiato ogni inutile disagio e aumento di sofferenza anche psichica – sarà opposta in tutte le sedi competenti, anche giudiziarie, perché risponderebbe solo ed esclusivamente alle vecchie logiche immorali tendenti alle cure degli orticelli in malora.