23 Settembre 2009

I plebisciti truccati

di saro visicaro per la mozione Marino

Soltanto grazie alla consolidata prassi dei partiti a conduzione padronale si possono ottenere adesioni bulgare del 90% nelle assemblee politiche. Quello che sta avvenendo a Messina e in buona parte della Sicilia dimostra che a queste latitudini il Partito Democratico  vuole continuare ad essere marginale e chiuso al cambiamento riformatore e progressista.

Grazie al deprimente comportamento del “garante” (ma garante di chi?) responsabile  della commissione per i congressi,alias Salvatore la Macchia, la mozione Marino non si può presentare nelle assemblee di Circolo inficiando in modo insanabile la validità stessa dei risultati finali.

La paura del dibattito, del confronto, della dialettica democratica continuano ad essere i principi fondanti dell'attuale gruppo dirigente. Lo stesso che ha portato alla disfatta elettorale alle ultime amministrative. Lo stesso  che rimane sempre più chiuso in se stesso alla ricerca della gestione occulta del potere.

Se questo è il futuro che si continua ad immaginare per il Partito Democratico in Sicilia e a Messina non è difficile immaginare che dopo i  congressi finiranno i plebisciti e inizierà il monoteismo.