23 Settembre 2009

La morte di Giovanna Russo: la procura emette venti avvisi di garanzia

Venti avvisi di garanzia sono stati firmati dal sostituto procuratore Adriana Sciglio, per gli “accertamenti tecnici non ripetibili” relativi alla morte di Giovanna Russo, l’avvocato deceduta sabato al Papardo, dov’era ricoverata dal 30 agosto, per il virus dell’influenza di tipo A-H1N1.

Lospedale Papardo di Messina, dove è deceduta Giovanna Russo

L'ospedale Papardo di Messina, dove è deceduta Giovanna Russo

La sezione di Pg dei vigili urbani ha notificato ieri i provvedimenti a tutti i medici che hanno avuto in cura la donna dal momento del ricovero, prima nel reparto di Malattie dell’apparato respiratorio e successivamente in quello di Rianimazione del Papardo. Alcuni degli avvisi di garanzia sono stati notificati anche nei confronti dei sanitari del Centro di riferimento regionale di Palermo, che hanno analizzato i due tamponi faringei inviati dal nosocomio messinese: il primo prelievo (31 agosto) aveva dato esito positivo e indicato la presenza del virus mentre il secondo (5 settembre) era risultato negativo e non aveva cioè rilevato la presenza del virus. Nel pomeriggio di ieri il sostituto Adriana Sciglio, alla quale il procuratore capo Guido Lo Forte ha assegnato l’incarico di aprire un fascicolo d’ufficio «per tutelare l’interesse della collettività per quello che potrebbe essere il primo caso in Italia di morte diretta da influenza A, ma anche degli stessi familiari della vittima», ha conferito l’incarico per l’autopsia ad un pool di professori dell’Università di Palermo, un medico legale, un anatomo-patologo e un infettivologo: l’associato di Medicina legale Antonina Argo, l’associato di Patologia umana Emiliano Maresi e l’associato di Medicina clinica e patologie emergenti Andrea Di Gregoli. Per i venti medici indagati erano presenti come difensori gli avvocati Igor Germanà, Carlo Lo Schiavo, Gianluca Gullotta, Marianna Giuffrida, Claudio Gullotta, Nunzio Rosso, Franco Rosso, Francesco Ferraù e Carlo Zappalà. Come consulenti di parte sono stati nominati i medici legali Patrizia Gualniera, Alessio Asmundo e Paolo Procaccianti. «Il dovere della Procura è di chiarire le cause di questo tragico evento che ci addolora tutti». Così ieri il procuratore Guido Lo Forte ha spiegato perché ha aperto d’ufficio l’inchiesta sulla morte della donna che aveva contratto l’influenza A e perché siano stati notificati i venti avvisi di garanzia – un avviso “tecnico” –, per consentire ai familiari e a tutti i medici che l’hanno avuta in cura di partecipare all’autopsia. «Bisogna accertare – ha detto il procuratore –, se questa morte potrebbe derivare da una mutazione del virus H1N1, se potrebbe essere stata provocata dall’interazione tra il virus e una patologia non rilevata o non rilevabile della paziente, o se invece c’è un problema nelle cure e terapie adottate dai sanitari». L’interesse per il procuratore capo è quindi generale, perché l’influenza ha creato e sta creando un diffuso allarme sociale e quindi è giusto che anche la magistratura contribuisca «per quanto di sua competenza» per chiarire tutti gli aspetti di questa vicenda: «il procedimento è un atto dovuto, adottato per potere eseguire l’esame autoptico». Il capo della procura peloritana ha anche detto: «La Procura vuole chiarire se la morte della paziente è stata determinata dall’influenza, anche alla luce delle dichiarazioni di sua sorella. Le ipotesi teoriche quindi sono tre: o il virus è diventato killer, o c’è stata una particolare interazione tra l’A-H1N1 e una patologia diversa o le cure dei medici non sono state adeguate». È stata poi completata in nottata l’autopsia sul corpo di Giovanna Russo. I tre docenti universitari palermitani l’hanno eseguita all’Obitorio comunale del Policlinico. Cinque i quesiti posti dalla Procura. Il pool di esperti ha il compito di chiarire innanzitutto l’esatta causa della morte. I risultati ufficiali dell’autopsia saranno sul tavolo della Procura non prima di 60 giorni.

Nuccio Anselmo - Gazzetta del Sud