26 Settembre 2009

Messina, arrestato il sicario di Livatino

I carabinieri hanno arrestato Salvatore Parla, 61 anni, agricoltorparlae di Canicattì, accusato  dell'omicidio del giudice Rosario Livatino e ritenuto esponente di spicco della "Stidda" agrigentina. L'uomo, sottoposto al regime degli arresti ospedalieri al Reparto di Chirurgia oncologica del Policlinico univerisitario di Messina, è stato raggiunto da un ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Caltanissetta perché deve scontare la pena dell'ergastolo per l'omicidio Livatino. Il magistrato venne ucciso la mattina del 21 settembre 1990 in un agguato mafioso sul viadotto "Gasena", a Favara, lungo la Ss 640 Agrigento-Caltanissetta mentre con la sua auto si recava in Tribunale. Del delitto fu testimone oculare Pietro Nava, sulla base delle cui dichiarazioni furono individuati gli esecutori dell’omicidio. Nella sua attività, Rosario Livatino, si era occupato di quella che sarebbe esplosa come la Tangentopoli Siciliana ed aveva messo a segno numerosi colpi nei confronti della mafia, attraverso lo strumento della confisca dei beni. Non molti giorni dopo la scoperta di legami mafia-massoneria, l’allora presidente della Repubblica Francesco Cossiga lo definì Il giudice ragazzino, e dopo la morte del magistrato l’Espresso ne sviscerò molti retroscena. Papa Giovanni Paolo II definì Rosario Livatino «martire della giustizia ed indirettamente della fede». La sua figura è ricordata nel film di Alessandro Di Robilant “Il giudice ragazzino”, uscito nel 1994. E invece del 1992 il libro omonimo, scritto da Nando Dalla Chiesa.