28 Settembre 2009

I RIMBORSI COMUNALI AI DATORI DI LAVORO DEI CONSIGLIERI. DAL 2005 OLTRE 450 MILA EURO DI “ONERI RIFLESSI”‘

MESSINA - L' assessore al Bilancio del Comune di Messina, Orazio Miloro, ha dovuto impegnare 450 mila 696 euro di “oneri riflessi” per i consigli circoscrizionali.

La cifra riguarda non solo i rappresentanti del popolo nei sei quartieri attualmente in carica, ma anche i loro predecessori, spingendosi fino a due legislature fa, quando le circoscrizioni erano quattordici.  Rispetto ad alcuni casi clamorosi riguardanti i colleghi “maggiori” di Palazzo Zanca, dove c'è chi ha fatto il bracciante, chi è stato licenziato da una ditta al termine del mandato e chi è stato riassunto da un' altra una volta ritornato consigliere, gli esponenti dei quartieri non hanno cambiato molti datori di lavoro. Anche se non mancano i casi particolari e gli assunti nei corsi di formazione e in società cooperative targati politicamente. Perché le spese della politica non riguardano solo i gettoni di presenza delle sedute consiliari e di commissione, ma anche i cosiddetti “oneri riflessi”, ovvero la cifra che il datore di lavoro degli eletti può chiedere all'amministrazione a titolo di rimborso per la mancata prestazione del dipendente. Una cifra che si era un po? attenuata con la legge regionale 22 del 16 dicembre 2002, grazie alla quale la somma non poteva superare un terzo di quanto percepito dal sindaco (nel caso di Messina, 2082 euro), ma che è aumentata con la Finanziaria regionale, che permette un rimborso pari a due terzi della stessa indennità. In passato, a Messina,  a denunciarlo era stata un' inchiesta del settimanale “Panorama”, era anche stata escogitata la seduta notturna che iniziava alle 23 e trenta e finiva dopo la mezzanotte. Il perché? I consigli danno diritto all'assenza dal posto di lavoro. E, con la seduta notturna, questo diritto si estende anche al giorno successivo. L'onore riflesso riguarda anche quelli contributivi e previdenziali. Somme che, come spese, vanno ad aggiungersi a quanto percepito dai consiglieri.