29 Settembre 2009

Deficit di risorse e problemi sicurezza, la scuola è già in affanno

Classi sovraffollate, servizi igienici fuori uso, crepe sui muri, intonaci cadenti, mancanza di materiale di base (carta, sapone, gessetti, pennarelli, cartoncini, toner delle stampanti e tanti altri), sempre più spesso acquistato dalle famiglie o direttamente dai docenti, ma anche collaboratori scolastici ridotti all'osso e che non garantiscono più la sorveglianza, sono solo alcuni esempi di una scuola profondamente lontana da come dovrebbe essere e da come, spesso, la si immagina dall'esterno. Non è certo possibile realizzare una stima di quante delle 45.000 sedi scolastiche presenti in Italia, da Nord a Sud, operino nell'emergenza. scu degradoDi sicuro, però, con la restrizione dei fondi negli ultimi tempi, imposta soprattutto a seguito della legge 133/08, la lista si è allungata. Gli addetti ai lavori ne sono consapevoli, ad iniziare dal ministero dell'Istruzione: "stiamo lavorando con il Tesoro per aumentare le spese di funzionamento delle scuole italiane, in modo che gli istituti siano ovunque in grado di far fronte alle spese di gestione, dalla cancelleria alla carta igienica al mobilio", ha ammesso venerdì scorso il ministro Mariastella Gelmini, a margine della conferenza stampa organizzata a palazzo Chigi per presentare le novità informatiche in campo scolastico. Novità che, sebbene importanti per rafforzare la didattica con strumenti e tecnologie moderne, non possono di certo cancellare, a due settimane esatte dall'avvio del nuovo anno scolastico, i molteplici casi di "mala-scuola" che da tutte le regioni, ma in particolare da quelle del sud, vengono denunciate da docenti, dirigenti, studenti, famiglie, sindacati e associazioni di settore.
Le critiche della Uil
Su questi temi la Uil Scuola ha scritto in questi giorni una lettera al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, per segnalare al primo responsabile dell'Istruzione in Italia "alcune questioni che - si legge nella lettera scritta dal segretario Massimo Di Menna - , alla ripresa delle attività didattiche, si stanno evidenziando in alcune scuole, a seguito della contrazione di organico, della riconduzione a 18 ore delle cattedre relative alle attività curriculari e della forte riduzione delle compresenze". Il sindacato lamenta tre principali situazione "contra legem": l'alto numero di alunni per classe, anche quando sono presenti alunni con disabilità, le difficoltà di funzionamento per carenza di personale Ata, ma soprattutto la mancanza di copertura nelle classi con supplenti, in caso di assenza dei titolari.
Solo un edificio su tre ha il requisito di agibilità
Preoccupa non poco anche il problema della sicurezza: non si hanno notizie, ad oggi, degli effetti dello stanziamento di 300 milioni di euro (proveniente da Miur, Regioni ed Enti locali) per il 2008 e di una cifra ancora maggiore dell'anno in corso: 100 milioni in più grazie ad un accordo ministero dell'Istruzione-Inail, cui si aggiunge il 5% del Fondo per le infrastrutture strategiche e ulteriori 20 milioni di euro annui accantonati dai risparmi delle spese della politica. Di sicuro sappiamo però che oggi "in Italia solo un istituto su tre - dice Teresa Petrangolini, dell'associazione Cittadinanzattiva, che pochi giorni fa ha concluso il rapporto sulla "sicurezza, qualità e comfort degli edifici scolastici' - è in possesso dei requisiti di agibilità statica ed appena uno su quattro di quelli riguardanti l'agibilità igienico-sanitaria: nel 25% delle scuole da noi esaminate mancano i certificati antincendio ed in generale sulla sicurezza". Un allarme analogo fu lanciato un anno fa dal Capo della Protezione civile cheindicò come a rischio, sul piano della sicurezza, un istituto su due.
Foto di Enrico Di Giacomo