29 Settembre 2009

DILIBERTO SCRIVE A NAPOLITANO

Al Presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano

Sono d’accordo con lei Presidente. E’ vero, agli “episodi di becera e indegna contestazione non può essere attribuito alcun peso e rilievo effettivo”. Noi infatti non scriviamo meno sei. Noi non bruciamo bandiere. Ma noi Presidente, siamo contro. Siamo rimasti gli unici lo so. Ma noi siamo contro la guerra. Si puo’ dire o e’ vietato? Si puo’ ancora dissentire in questo Paese? O e’ vietato? Si puo’ ancora non essere d’accordo? Magari in maniera civile e pacata. Ma altrettanto ferma. O e’ vietato?

Presidente, lei e’ il Presidente di tutti gli italiani. Dunque e’ anche il nostro Presidente. Ma lei non puo’ assegnare ruoli e primazie alle opposizioni. Non puo’ dire chi siano e chi non siano “le forze fondamentali dell’opposizione”. E’ vero noi non siamo piu’ in Parlamento, ma noi siamo opposizione. E siamo opposizione a quel pensiero unico che ormai ci viene propinato quotidianamente. Qui altro che liberta’ di stampa, nemmeno piu’ la liberta’ di espressione fra un po’.

Siamo contrari Presidente, siamo contrari alla guerra, siamo contrari alla missione in Afghanistan. A quella missione che ci e’ stato detto fosse di pace. E non lo era. E noi eravamo contrari per quello, perche’ lo sapevamo. E oggi il Governo dice che e’ missione di guerra. E noi siamo contrari, oggi, come ieri. Siamo contrari perche’ siamo rispettosi della Costituzione che all’articolo 11 ripudia la guerra. E lei Presidente, è il custode della Costituzione.

Con deferenza.

Oliviero Diliberto