29 Settembre 2009

La Cgil boccia il piano di zona della 328: fondi distratti per coprire i buchi del Comune di Messina

"Lo scopo della 328 è stato completamente disatteso e, invece di migliorare e aumentare i servizi, i fondi della legge sono stati utilizzati per coprire i tagli di bilancio del solo Comune di Messina".

Il segretario generale della Cgil di Messina boccia il Piano di zona della 328 del distretto socio-sanitario D26 presentato questa mattina e argomenta: "Questo Piano sembra elaborato guardando al mantenimento degli equilibri di consenso piuttosto che ai reali bisogni della famiglie, delle persone in difficoltà. Per questo non possiamo condividerlo".

Quattro  i nodi principali che la Cgil contesta:
-    la destinazione delle risorse della 328 per finanziare i servizi fino a quest'anno pagati dal Comune di Messina;
-    l'impiego di somme consistenti per progetti costosi e riservati a pochi e non per finanziare servizi per persone seriamente in difficoltà, anziani-famiglie numerose- disagio sociale- famiglie con persone disabili o non autosufficienti;
-   L'assenza di risorse per formare il personale dei servizi sociali ai nuovi bisogni delle famiglie e per migliorare la loro condizione lavorativa;
-   Il mancato finanziamento di asili nido che continua ad essere un dato estremamente negativo per il Comune di Messina.

"Il Piano presentato non prevede progetti adeguati al nostro tempo e si limita a reiterare gli stessi servizi pensati nel 1988 come se la nostra società e i suoi bisogni non fossero nel frattempo cambiati" osserva Oceano che prosegue: "In compenso, in una città che non ha un servizio di assistenza per i malati di Alzheimer si finanzia la crociera per un gruppo di pochi eletti. Non si prevedono nuovi asili nido, nonostante le promesse e gli impegni del sindaco e dell'assessore al ramo, così da consentire poi la promozione di servizi come quello delle Tagesmutter, parcheggi insicuri e inadeguati per i nostri figli ma un servizio che in compenso fa molta gola alle solite cooperative amiche. Complessivamente- conclude Oceano- ancora una volta si spreca un'occasione per non alterare gli equilibri del consenso, in barba ai bisogni veri delle persone, a chi non sa come fare ad accudire genitori malati o non autosufficienti, a chi non ha nessuno e conta poco, anche perché magari nemmeno vota".