29 Settembre 2009

Scudo Fiscale,Famiglia Cristiana:Ennesima beffa per gente onesta

GIULIO TREMONTI

Dura bocciatura da Famiglia Cristiana per lo scudo fiscale introdotto dal Governo nel decreto correttivo della manovra anticrisi, con reprimenda esplicita nei confronti del ministro Giulio Tremonti, in questi mesi protragonista di numerosi interventi pubblici a favore di una nuova finanza etica. Famiglia Cristiana, in un commento intitolato "Tremonti fa il filosofo ma poi premia gli evasori" a firma del vicedirettore Fulvio Scaglione definisce lo scudo fiscale "l'ennesima beffa per la gente onesta". Secondo il settimanale dei Paolini, infatti, ci vorrebbe qualcuno avezzo a complicate missioni diplomatiche per mettere d'accordo il Tremonti "A", "moralista" e "filosofo dell'economia", "ispirato lettore dell'enciclica Caritas in veritate", con il Tremonti "B","manovratore di scudi fiscali" e "furbetto del governino".

Ma sul Tremonti "che al G8 dell'Aquila vantava la definizione di uno «standard legale» che avrebbe rimesso a posto i finanzieri allegri di tutto il mondo, alla fine prevale sempre il Tremonti B: quello che ora gli ispira un provvedimento che, combinato con l'emendamento proposto dal suo compagno di partito Salvo Fleres, finisce col perdonare reati come il falso in bilancio e la fatturazione falsa, le false comunicazioni sociali e la distruzione di documenti contabili" e che "ha anche liberato gli operatori finanziari dall'obbligo di quelle fastidiose segnalazioni che consentivano, di tanto in tanto, di intervenire sul riciclaggio di denaro".

"La politica del condono fiscale è fallimentare", commenta Scaglione, "ma non per questo è meno politica". "Se siamo costretti a reiterarla così spesso vuol dire che non funziona, o funziona poco. Consente però a Tremonti di ripetere il mantra «niente nuove tasse», basato in realtà su una doppia finzione". Perchè "Le nuove tasse ci sono ma portano un altro nome (per esempio, i 500 euro per la regolarizzazione delle badanti, odiosa tassa sulle famiglie e sugli anziani). Al resto provvede la nemmen tacita 'legalizzazione' dell'evasione, premiata ogni due anni con un bel condono di Stato. Con l'ultima invenzione del Tremonti B, trionfante sul dolente Tremonti A, secondo gli ottimisti torneranno in Italia circa 100 miliardi di euro. Gli sghignazzanti ex evasori (o falsificatori di bilanci o riciclatori di denaro sporco) pagheranno una ridicola tassa del 5 per cento sul capitale e torneranno lindi. Lo Stato (anzi, la presidenza del Consiglio, perché i quattrini andranno in un fondo apposito a disposizione del premier) metterà da parte, se tutto andrà bene, 5 miliardi di euro, meno di un terzo di quanto finora investito nell'Abruzzo del terremoto. Le banche, senza far nulla, incasseranno il resto. Proprio le perfide banche che il Tremonti A regolarmente accusa di strangolare l'economia reale". (Apcom)