30 Settembre 2009

AL SUD UNA SU 2 SOVRAPPESO

Italiane sempre più sovrappeso, soprattutto al sud, con conseguente boom di diabete e malattie legate all'obesità. E non va
meglio sul fronte del consumo di alcol e di sigarette, in costante aumento. E' il quadro della salute delle donne che emerge dalla seconda edizione
del Libro Bianco di O.N.Da, l'Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna. Il volume, edito da Franco Angeli e disponibile in libreria, è stato
presentato a Roma dall'autore Walter Ricciardi, direttore dell'Istituto di Igiene dell'Università Cattolica di Roma, da Francesca Merzagora,
Presidente di O.N.Da, e dal presidente di Farmindustria, Sergio Dompè. I valori maggiori per l'obesità si registrano in Molise (13,96%) e in
Campania (12,83). Per il sovrappeso la percentuale più alta si trova in Campania (35,1%) seguita dalla Puglia (33,4%).
Il diabete vede Campania e Sicilia in testa per il tasso di mortalità (rispettivamente 5,8 e 5,52 per 10mila). Solo riguardo ai tumori si assiste ad
un livellamento tra Nord e Sud: il trend di incidenza medio delle principali forme tumorali è aumentato notevolmente nel meridione al punto che nel
2010 si ipotizza il raggiungimento dei valori del Nord. E' un dato da leggere anche in positivo, a dimostrazione della crescita delle attività di
prevenzione. Dal 2002 al 2006 la mortalità femminile, infatti, è diminuita passando dall'1,35 all'1,16 per 10mila. I consumi di sigarette e alcol,
invece, sono in crescita: la prevalenza di fumatrici sopra i 15 anni ha raggiunto il 16,63%. Con l'aumento delle nevrosi (i ricoveri passano in 2 anni
da 47 a 50 per 10mila) si registra infine una crescita del consumo di farmaci, non sempre sotto controllo, per queste malattie. "La salute delle
italiane - afferma Francesca Merzagora - è complessivamente buona, ma sconfortante. Dopo l'analisi eseguita nella prima edizione del Libro Bianco
(2007), e le proposte alle Istituzioni contenute nel Libro Verde (2008), poco o nulla è stato fatto. La salute delle donne non è stata posta al
centro di un sistema organizzativo preciso e attento".
"Non c'è stato nessun reale cambiamento - conferma Walter Ricciardi - e le iniquità regionali sono sempre più acuite. Il gap tra donne del Sud e
del Nord è ancora molto forte. E le prime, soprattutto se in condizioni socio-economiche non elevate, continuano ad essere svantaggiate". In pratica,
nelle Regioni in cui si stava già meglio e in cui vi erano screening e campagne informative organizzate si è continuato a stare bene, in quelle in
cui la sanità non funzionava a pieno regime si è continuato a stare peggio. "Solo riguardo ai tumori - dice il prof. Ricciardi - il Sud sta
livellandosi con il Nord a dimostrazione che, quando ci si impegna, i risultati si vedono. Al Sud sono aumentati i programmi di screening e l'accesso
alle cure per cui l'incidenza della diagnosi di tumore è aumentata e la mortalità è diminuita". Diabete, sovrappeso e obesità al Sud, invece, sono
in costante aumento. "Manca una corretta informazione - aggiunge Francesca Merzagora - sugli stili di vita modificabili. Ne è un esempio anche il
fatto che sia in aumento l'abitudine al fumo, soprattutto tra le ragazze, che è, invece, la prima causa di morte facilmente evitabile".
"Servono dunque più campagne attive di sensibilizzazione - prosegue il prof. Ricciardi - e sistemi di sorveglianza sociale. Le donne del Nord,
costantemente e positivamente 'bombardate' da programmi di prevenzione cardiovascolare, sanno ciò che è giusto mangiare e conoscono l'importanza del
movimento per la salute in generale a differenza delle donne del Sud, in cui questi strumenti sono insufficienti. Il risultato è il dilagare di
sovrappeso e obesità a fronte di un'alimentazione scorretta, lontana dalla dieta mediterranea, e con poco movimento. Tutt'altra cosa rispetto alle
loro nonne, che si alimentavano correttamente e svolgevano lavori all'aperto che comportavano un'attività fisica moderata e costante". Un punto
importante per il miglioramento della salute della donna riguarda la ricerca scientifica, sempre più orientata al 'genere' femminile. "Grazie alla
ricerca - osserva Sergio Dompè - sono in tutto il mondo oltre 700 i farmaci in sviluppo per la cura delle patologie femminili più diffuse quali il
diabete, le malattie tumorali, muscolo-scheletriche, ginecologiche e autoimmuni. Un risultato che dimostra l'importanza che la salute della donna
riveste per le imprese del farmaco. E' motivo quindi di orgoglio per Farmindustria - continua Dompè - partecipare anche nel 2009 alla presentazione
del Libro Bianco di O.N.Da e alla preziosa attività dell'Osservatorio, che ha il grande pregio di offrire un quadro aggiornato e proposte concrete
sulle peculiarità del mondo femminile".