Affaire termovalorizzatori, la Falck: “Siamo pronti a fare valere i nostri diritti”

La questione dei tre termovalorizzatori per i quali la Regione Sicilia ha revocato unilateralmente la convenzione resta una partita aperta per il gruppo Falck, che intende rientrare "almeno dei 130 milioni di costi fin qui sostenuti". Nel frattempo la società che gestisce la produzione di energia eolica, la Falck Renewables, potrebbe avviarsi per la metà del 2010 a una quotazione in Borsa, affiancando così l'altra controllata Actelios. E' quanto emerso da un incontro stampa a Milano con i vertici e il management del gruppo, nel quale è stato chiarito che presto la Falck dovrebbe avere un nuovo amministratore delegato, in sostituzione di Achille Colombo, storico manager del gruppo passato dal siderurgico alle energie rinnovabili, dimessosi a metà settembre. "Abbiamo sempre avuto un amministratore delegato - spiega il presidente Federico Falck - ma non abbiamo ancora un nome 'in pectore' e non decide solo il presidente". "Sulla questione siciliana siamo pronti a far valere in ogni sede i nostri diritti e gli eventuali danni subiti - aggiunge il direttore generale Piero biancatermovalorizzatoreManzoni - e Actelios, che ha grande solidità finanziaria, ha comunque pronti progetti alternativi". Tra questi è stato escluso il trasferimento delle attività dell'energia solare in Falck Renewables ("abbiamo rispetto del mercato", commenta Federico Falck), una piccola società che fa gola a molti. Il gruppo fa capire di avere ricevuto offerte dall'Italia e dall'estero, ma per una sua "valorizzazione" sembra puntare soprattutto alla quotazione in Borsa, probabilmente a metà dell'anno prossimo "quando valutiamo che i mercati saranno nelle condizioni migliori per questo passo". Anche perché l'eolico mostra notevoli prospettive: nel 2008 il comparto ha generato 40 milioni di ricavi, quest'anno dovrebbe chiudere a quota 100 milioni e nel 2012 è previsto un fatturato di 250, con la costruzione di quello che viene definito "il più grande parco eolico europeo on-shore" a Buddusò (Olbia-Tempio), nell'interno settentrionale della Sardegna.

(ANSA)