NINO PINO BALOTTA

Esponenti della cultura, del mondo universitario e della politica a livello nazionale hanno sottoscritto un appello rivolto al Rettore dell’Università di Messina, chiedendo l’immediata revoca dell’atto con cui sono stati concessi alla “Corda Fratres” di Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) carte e documenti di Nino Pino Balotta, scienziato e dirigente comunista. Pubblichiamo qui di seguito il testo e le prime adesioni.

Ricorre quest’anno il centesimo anniversario della nascita di Antonino Pino, meglio noto come Nino Pino Balotta, eminente figura di intellettuale e politico siciliano, nativo di Barcellona P.G., in provincia di Messina, dove esplicò, tra gli anni Trenta e gli anni Ottanta, la sua notevole attività di studioso di scienze veterinarie e professore universitario, nonché di animatore e guida delle lotte del movimento operaio e contadino nel dopoguerra. La poliedricità del suo impegno si manifestò anche in campo letterario. Venne infatti insignito nel 1956 del Premio Viareggio per la poesia dialettale siciliana.

Antifascista della prima ora, fu più volte arrestato durante gli anni del regime.

Ebbe a patire il carcere anche in seguito, tra il gennaio e l’aprile del 1948, quando, essendosi messo alla testa dei lavoratori e dei disoccupati della sua città, venne arrestato nel corso di uno sciopero dalla famigerata “Celere” di Mario Scelba.

Uscì di prigione dopo il 18 aprile di quell’anno, quando venne eletto deputato al Parlamento nazionale per il Partito Comunista Italiano, carica che mantenne meritoriamente per tre legislature.

Dopo aver donato la sua casa al Partito, fece testamento lasciando tutti i suoi beni e diritti all’Università di Messina, alla quale andarono quindi tutte le sue carte e i documenti, anche personali e di famiglia. L’Ateneo messinese avrebbe dovuto prendersi cura di tale prezioso materiale, custodendolo, catalogandolo e mettendolo a disposizione di chi volesse conoscerlo e consultarlo.

Dalle notizie di stampa recentemente diffuse si apprende invece che nulla di tutto questo è stato fatto nei ventidue anni che sono trascorsi dalla morte di Nino Pino (26 luglio 1987), durante i quali il tutto è stato lasciato in abbandono, in locali quanto meno impropri, e alla mercé di chiunque per i motivi più vari volesse impadronirsene, senza che si provvedesse neppure ad un inventario.

Nell’anno di grazia 2009 il Senato Accademico dell’Università di Messina ha deciso di liberarsi di quel che rimane delle carte di Nino Pino, cedendole in comodato gratuito senza limiti di tempo alla “Corda Fratres” di Barcellona P.G., un circolo che raccoglie tutte le persone che contano in campo culturale e professionale nella città del Longano, e che, tra l’altro, ha fatto parlare di sé nelle cronache nazionali per aver goduto dell’attenzione della Commissione parlamentare antimafia. Questo particolare avrebbe dovuto ispirare cautela a chi rappresenta l’Università, stante il fatto che la criminalità organizzata detiene una posizione di dominio a Barcellona P.G. e nelle zone circostanti e stende i suoi tentacoli su tutte le attività di qualche rilievo.

Non possiamo non deplorare fermamente l’operato degli organi dirigenti dell’Università peloritana in tutta la vicenda e chiediamo che venga immediatamente revocato l’atto di cessione dei documenti di Nino Pino alla “Corda Fratres” e che l’Ateneo provveda direttamente a tutto quanto necessario alla loro conservazione e valorizzazione, togliendoli al controllo di privati, che non offrono alcuna garanzia circa il loro uso. Tutto questo onde sottrarre la memoria di Nino Pino ad ogni possibile strumentalizzazione e tutelare l’immagine stessa della massima istituzione culturale della provincia di Messina.

Margherita Hack, astrofisica, Università di Trieste; Vincenzo Consolo, scrittore; Oliviero Diliberto, Università di Roma “La Sapienza”, segretario nazionale Partito dei Comunisti Italiani; Giuseppe Carlo Marino, Università di Palermo; Marina Beelke, Tecnische Universität di Berlino; Giuseppe Prestipino, Università di Siena; Mario Geymonat, Università Ca’ Foscari di Venezia; Letterio Cassata, Università di Roma “Tor Vergata”; Alessandro Hoebel, Università di Napoli; Guido Liguori, Università della Calabria, redattore capo di «Critica marxista»;  Orazio Licandro, Università di Catanzaro; Giuseppe Amata, Università di Catania; Stefano Azzarà, Università di Urbino; Federico Martino, Università di Messina; Francesca Minissale, Università di Messina; Domenico Moro, economista; Antonio Catalfamo, direttore Centro Studi “Nino Pino Balotta”, Barcellona P.G. (ME); Angela, Angela, Gino e Gianluca Manca,  familiari di Attilio Manca; Piergiorgio Bergonzi, responsabile nazionale del Dipartimento Scuola Università e Ricerca Partito dei Comunisti Italiani; Paola Pellegrini, responsabile nazionale del Settore Cultura Partito dei Comunisti Italiani; Jacopo Venier, giornalista, direttore PdCITV; Salvatore Petrucci, segretario regionale Partito dei Comunisti Italiani; Luca Cangemi, segretario regionale Partito della Rifondazione Comunista; Michelangelo Tripodi, Assessore alla Regione Calabria; Ferruccio Brugnaro, poeta-operaio (Spinea-Venezia); Anna Lombardo, poetessa (Venezia); Eliana Camaioni, scrittrice (Messina); Vincenzo Bertuccelli, Cub Scuola (Messina); Santo Brunetta, circolo culturale “Antonio Gramsci “, Santa Lucia del Mela (Messina); Antonio Bertuccelli, segretario provinciale Partito dei Comunisti Italiani (Messina); Giacinta Previte, Comitato Centrale Partito dei Comunisti Italiani.