Nubifragio a Messina, Legambiente: stop alle speculazioni edilizie

Guai a parlare di natura matrigna, di evento imponderabile o di sfortuna. Per Legambiente gli effetti del nubifragio che si è appena abbattuto sul Messinese e che ha provocato morti e dispersi erano perfettamente prevedibili. "Alle prime piogge autunnali il territorio messinese ha mostrato tutta la sua fragilità con conseguenze pesantissime, stavolta anche in termini di vite umane, e perciò il nostro primo pensiero è rivolto alle vittime di questa tragedia". Lo dice Salvatore Granata - direttore Legambiente Sicilia il quale però tiene a precisare che "negli ultimi anni quel territorio è stato letteralmente violentato da un'urbanizzazione disordinata e aggressiva che ha stravolto gli equilibri idrogeologici”.
Cementificazione senza criterio
Una filosofia del “mattone selvaggio” che non è stata ignorata dagli inquirenti: “Non a caso - continua Granata - numerose inchieste della magistratura messinese riguardano speculazioni perpetrate in aree torrentizie. È necessaria una svolta nella gestione del territorio, che rivaluti gli strumenti di pianificazione urbanistica e li impronti a criteri di equilibrio e sostenibilità ambientale, ma anche nelle politiche di protezione civile, che devono intervenire anche nella fase di programmazione degli interventi da parte degli enti territoriali e non solo dopo il verificarsi del danno", conclude Granata.
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Sconquassato l’assetto idrogeologico
"E' chiaro che parliamo di eventi atmosferici straordinari, ma diciamo le cose come stanno: l'assetto idrogeologico della Sicilia è stato sconquassato". Lo afferma il senatore del Pd Giuseppe Lumia. "In questi decenni - aggiunge - si è cementificato tutto, non c'è manutenzione della rete fognaria e dei canali dove scorrono le acque. Le amministrazioni locali hanno il dovere di far rispettare le leggi per tutelare il territorio e garantire la sicurezza dei cittadini".
Pessima programmazione delle opere pubbliche
Per il senatore Marco Filippi, Pd, quella su Messina "non è una catastrofe naturale imprevedibile". "In poco tempo - osserva Filippi - è la seconda volta che la pioggia in Sicilia provoca frane e smottamenti e questa volta ha anche causato la morte di alcune persone. E' la conseguenza di anni di pessima programmazione ed esecuzione delle opere pubbliche e dei sistemi di trasporto in quella regione. Io mi chiedo e chiedo a tutti di fermarsi a riflettere: è proprio la prima cosa da fare spendere una quantità di denaro enorme per il Ponte sullo stretto, mentre le infrastrutture siciliane rimangono nelle condizioni che oggi sono drammaticamente sotto gli occhi di tutti?".