Scuola, Al via ottobre anti-Gelmini: 3 scioperi e 5 manifestazioni

A venti giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico si moltiplicano le singole iniziative di protesta - operate da precari, sindacati, associazioni e movimenti studenteschi - contro l'operato del governo e del Miur riguardo il comparto dell'istruzione pubblica: a partire da domani e per tutto il mese di ottobre è previsto un fitto piano di proteste che si tradurrà in tre scioperi e ben cinque manifestazioni. Significativo che tra le organizzazioni sindacali solo due, la Uil Scuola e lo Snals, non abbiano sinora predisposto iniziative di protesta.

Ad aprire il mese di contestazioni sono stati, oggi pomeriggio alle 15, i precari. Anche loro, al pari della maggior parte dei sindacati, si sono presentati in piazza divisi. Tra i partecipanti, infatti, non è stato raggiunto un accordo sulla pertinenza di partecipare alla manifestazione, che si svolgerà in contemporanea, organizzata dalla Federazione nazionale della stampa in difesa della libertà di informazione.

Ci saranno così due cortei: il primo, che si preannuncia più folto, a cui parteciperanno la gran parte degli organizzatori dell'iniziativa, il 'Coordinamento precari scuola, oltre che rappresentanti della Flc-Cgil, della Gilda e di diverse associazioni, come quelle studentesche quali l'Uds e la Rete degli studenti, partirà da piazza della Repubblica in direzione di piazza del Popolo: qui una delegazione di precari salirà sullo stesso palco allestito per la libertà di stampa (posticipato di due settimane a seguito dell'uccisione dei sei parà a Kabul).

L'altro corteo dei precari partirà invece da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini: il percorso ignorerà la protesta a piazza del Popolo e si dipanerà sino a viale Trastevere (tappa finale anche del primo corteo): in questo raggruppamento di manifestanti ci saranno i Cobas, Sdl Intercategoriale, RdB ed alcuni comitati locali dei precari (tra cui probabilmente l'attivissimo Salerno) in disaccordo con la decisione del Cps nazionale di connettere le due iniziative. Non è ancora chiaro, infine, dove si posizioneranno i rappresentanti di alcuni partiti (tra cui il Prc) che hanno assicurato il loro sostegno ai precari.

Dopo meno di una settimana, il 9 ottobre, davanti al Miur si svolgerà un'altra manifestazione. A sostenere l'iniziativa, associata allo sciopero nazionale, sarà l'Unicobas. Le contestazioni di piazza di oggi e del 9 ottobre vedranno protagonisti anche gli studenti: 'Unione degli studenti e 'Rete degli studenti hanno annunciato che domani si uniranno a Roma al corteo in difesa dei diritti dei precari, che farà sosta a piazza Navona per unirsi alla manifestazione per la libertà di informazione e poi concludersi a viale Trastevere; per il 9 ottobre, venerdì prossimo, hanno invece organizzato una mobilitazione esclusivamente studentesca in molte città e 40 provincie complessive.

Per il 10 e l'11 ottobre l'Unione degli studenti ha inoltre organizzato a Roma una grande assemblea studentesca di iscritti e frequentanti tutti gli istituti scolastici: il dibattito sarà aperto anche agli universitari, ai dottorandi ed ai ricercatori.

Il 20 ottobre sarà la volta dell'Anief, la nuova Associazione nazionale italiana educatori in formazione, che tutela principalmente i precari abilitati negli ultimi anni attraverso le Ssis: anche se in questi giorni il giovane sindacato canta vittoria a seguito della sentenza del Consiglio di Stato che ha di fatto bocciato la decisione del Miur di impedire, in tre nuove province, il trasferimento dei precari 'a pettine' e mantenendo il punteggio originario, ha comunque deciso di continuare la battaglia legale e di scendere in piazza.

Dopo soli tre giorni, il 23 ottobre, ad incrociare le braccia saranno Cub, Cobas e SdL: i comitati di base hanno indetto uno sciopero generale di ventiquattro ore di tutti i lavoratori, pubblici e privati, con contestuale manifestazione.

A chiudere un mese costellato di mobilitazioni sarà la Cisl: oggi il sindacato guidato da Francesco Scrima, ormai sempre più in polemica con la Flc-Cgil che ha scelto una strategia meno concertativa e più aggressiva, ha annunciato che il 31 ottobre organizzerà una manifestazione nazionale a Roma a cui parteciperanno anche rappresentanti della confederazione. La manifestazione, cui parteciperà anche il segretario generale, Raffaele Bonanni, sarà preceduta da una campagna di assemblee in tutte le scuole. (Apcom)