Tragedia Messina. Oceano, Cgil: “Difficile evitare le polemiche oggi. Bisogna garantire ai Messinesi incolumità, diritti e lavoro”

“' E'  una vergogna che lo Stato non destini risorse per la salvaguardia e la messa in sicurezza dei territori del Mezzogiorno e che gli enti locali sperperino tante risorse in operazioni clientelari come la Commissione pari opportunità della Provincia o le crociere nel Mediterraneo del Comune”. Allarmi inascoltati e responsabilità diffuse e eclatanti, questo il giudizio della Cgil di Messina attraverso le parole del suo segretario generale, Lillo Oceano, che torna sull’assoluta prevedibilità della tragedia e sulla altrettanto assoluta mancanza di interventi da parte delle istituzioni. Già il 25 ottobre 2007 a  Giampilieri le piogge intense provocarono frane e fiumi di fango ma, fortunatamente, nessun morto.

APOCALISSE MALTEMPO MESSINAAppena un anno dopo, l’anno scorso cioè, le stesse piogge mettono in ginocchio la costa tirrenica della  provincia: Falcone viene sommersa dall’acqua e si contano un migliaio di sfollati mentre a Terme Vigliatore muore una donna con i suoi due figli perché l’auto sulla quale viaggiavano cade in un torrente in piena a causa di un cedimento dell’asfalto. Più vicino a Messina, le piogge provocano le frane di Calamona e quella di Locanda/Gesso che tagliano fuori interi abitati che ancora oggi attendono il ripristino della normale viabilità. A Messina città si aprono voragini sulla Panoramica e sui torrenti coperti, mentre si verifica il caso – incredibile a raccontarsi- del Viale Boccetta con una impresa edile privata che per facilitare l’accesso ai cantieri mina la stabilità strutturale della principale rampa d’accesso cittadina all’autostrada. Per arrivare a 15 giorni fa quando le prime piogge hanno provocato forti  disagi nella zona oggi devastata e il blocco di strade e linea ferrata e un fiume di fango che allaga il comune di Letojanni. “Questo elenco- osserva Oceano-, che è un elenco comunque parziale, è la prova che quanto è accaduto si poteva  si doveva evitare. E in molti, se i fatti non fossero bastati da soli, avevano lanciato l’allarme: noi della Cgil, il Genio civile, le associazioni ambientaliste, senza contare la pesante campagna di stampa condotta dalla Gazzetta del sud. Ma tutto ciò non è bastata alla nostra classe politica per comprendere che non si poteva più aspettare per occuparsi delle cose serie, della incolumità delle persone”. Oceano replica poi al sindaco di Messina che in queste ore continua a rilasciare dichiarazioni sull’inutilità delle polemiche. “E' difficile evitare le polemiche oggi, quando appena ieri a fronte degli allarmi e delle richieste di mettere in sicurezza territorio dal rischio idrogeologico e da quello sismico, alle richieste di un piano di protezione civile con zone di evacuazione sicure e vie di fuga e d'accesso, si rispondeva discettando di project financing, grattacieli, cemento e clientele. Delle due l'una: o sono inadeguati o sono indecenti!!! Bisogna garantire ai Messinesi incolumità, diritti e lavoro. Come tutti gli altri cittadini italiani vogliamo un futuro, e la classe politica deve difendere questo territorio dall'abbandono a favore del nord. Il dissesto è responsabilità dell'abusivismo ma soprattutto dell'abbandonò della cura del territorio: rimboschimento, pulizia dei torrenti, captazione delle acque, strade sicure, messa in sicurezza di autostrade e ferrovie. Al sindaco Buzzanca, rispondiamo, senza polemica, che lo sappiamo che non ci sono i fondi per Messina e che proprio per questo gli abbiamo chiesto di rivendicarli, da sindaco, nelle sedi istituzionali, non per telefono o al ristorante. E che la priorità di Messina non è il Ponte, e che questa città in queste condizioni non solo non ha bisogno di una cattedrale in un deserto di infrastrutture, ma proprio non riuscirebbe a sopportare il peso dei cantieri”.