Giornalisti in piazza: 300 mila per l’informazione libera

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Piazza del Popolo gremita, almeno 300mila persone presenti, per la manifestazione sulla libertà di stampa organizzata nella giornata di sabato dalla Federazione nazionale della stampa (Fnsi). I manifestanti hanno risposto con applausi o fischi alle varie citazioni di esponenti del mondo dell'informazione che vengono da chi si alterna sul palco. Numerosi gli striscioni contro il presidente del Consiglio (e magnate dell'editoria) Silvio BerluscFischi sono arrivati al nome del direttore del Giornale Vittorio Feltri mentre l'applausometro va al direttore di Repubblica Ezio Mauro e allo staff e al conduttore di Annozero Michele Santoro. Molti applausi anche per "Il gruppo di "farabutti" di Raitre a partire da Riccardo Iacona; per l'Unità e la direttrice Concita De Gregorio e per anche Gad Lerner. Alla manifestazione partecipano anche esponenti del mondo della cultura come l'attrice Stefania Sandrelli, i fratelli Taviani e Teresa De Sio.
Minzolini contro i manifestanti - Durante il Tg1 della sera il direttore Augusto Minzolini è intervenuto con un editoriale per esprimere forte dissenso sulla manifestazione per la libertà di stampa. Minzolini ha detto che si è trattato di una manifestazione "incomprensibile, visto che negli ultimi mesi sono finiti nel tritacarne mediatico Berlusconi, Agnelli, De Benedetti. E' in atto uno scontro di poteri nell'informazione e la manifestazione di oggi fotografa una realtà: una manifestazione convocata contro la decisione del premier di presentare due querele, a Repubblica e all'Unità. In realtà negli ultimi 10 anni sono 430 le querele dei politici, per il 68% di esponenti di sinistra. E' possibile che la libertà di stampa venga messa in pericolo solo da due querele di Berlusconi?".
Il segretario generale della Fnsi Franco Siddi: "Servizio pubblico è malato" - "L'arroganza di talune scelte di schieramento non ha limiti, per taluno. Il resoconto del Tg1 è il segnale più evidente e grave di un servizio pubblico malato che nella sua testata di punta manipola la realtà", ha commentato l segretario generale della Fnsi Franco Siddi. "Il direttore Minzolini può avere idee diverse da noi e ha tutto il diritto di esporle ma il principale Tg del servizio pubblico non può negare la completezza e la correttezza dell'informazione. Ignorare - ha aggiunto Siddi - l'organizzazione della Federazione della stampa, ignorare e cancellare le relazioni che spiegavano cosa fosse la manifestazione per dare l'idea che anziché una giornata di libera informazione e di espressione della coscienza civile sia stata una passerella di politici dell'opposizione è un'operazione miserabile, una manipolazione imperdonabile". "Il Tg2, dichiaratamente affidato alla destra, ha prima di tutto dato conto delle notizie come stanno. Il Tg1 invece non ha rispettato neppure la minima par condicio. Al direttore generale Masi - ha concluso Siddi - l'invito a fare anche su queste cose le sue indagini".
Giulietti di Articolo 21: "Informazione libera è davvero a rischio" - "Vogliamo ringraziare il direttore del Tg1 perché con il suo editoriale ha confermato come la libertà di informazione sia davvero a rischio", sono state le parole di Giuseppe Giulietti di Articolo 21. "Nei paesi normali il coraggio si esprime nella capacità di criticare il potere. In Italia invece si misura nella capacità di inchinarsi di fronte al conflitto di interessi", ha detto ancora.
La manifestazione per la libertà della stampa è stata un successo - Molte le bandiere della Cgil e dei partiti di opposizione come Pd, Idv, Rifondazione, Sinistra e libertà. Tra le presenze in piazza anche il Gabibbo, che ha rivendicato a Striscia la notizia il primato di 250 denunce con un cartello che reca la scritta "Il Tg vanta il maggior numero di tentativi di limitazione".
Bocca: "In Italia rischio di un nuovo fascismo è attuale" - Giorgio Bocca, uno dei decani del giornalismo italiano, ha sottolineato l'importanza della manifestazione per la libertà dell'informazione in Italia: "La manifestazione è stata necessaria - afferma - perché la libertà di stampa è in pericolo. Ma che sia efficace ho qualche dubbio, perché ormai il potere del presidente del Consiglio di intervenire sui mezzi di comunicazione è evidente. La libertà di stampa relativa in Italia c'è, ma come dice De Benedetti i giornalisti sono intimiditi, condizionati. Ed è condizionata anche l'opinione pubblica. In Italia c'è stata in questi anni un vero e proprio cambio di civiltà. Per esempio, quanti di quelli che hanno visto Santoro lo hanno fatto per desiderio di verità e quanti semplicemente vedere in faccia la escort di Berlusconi. Penso - ha concluso Bocca - che il rischio di un nuovo fascismo sia attuale, in Italia. E penso che, come avvenuto per il delitto Matteotti, arriverà il momento in cui questo Governo si troverà nella necessità di sopprimere davvero la libertà di stampa".
Saviano: "Verità e potere non coincidono mai" - "Quello che sta accadendo dimostra una vecchia verità, e cioé che verità e potere non coincidono mai": con queste parole Roberto Saviano ha concluso il suo applauditissimo intervento a Piazza del Popolo. "La libertà di stampa che vogliamo difendere - ha sottolineato l'autore di Gomorra - è la serenità di lavorare, la possibilità di raccontare senza doversi aspettare ritorsioni". Un'emergenza particolarmente sentita in Italia, "che è il secondo paese dopo la Colombia per il numero di persone che si trovano sotto protezione. Raccontare in certe parti d'Italia, soprattutto al sud, è complicatissimo - ha detto ancora lo scrittore - e costringe a dover difendere la propria vita". Tra i nemici principali del dovere di raccontare, ha sottolineato Saviano, "c'è l'indifferenza, che isola chi prova a descrivere la realtà. Ecco perché siamo quì, per dire che ogni paese ha bisogno della massima libertà di espressione". Un modo, secondo Saviano, anche per difendere la memoria "dei giornalisti che sono caduti per e in nome della libertà di informazione".
Tra i sostenitori della manifestazione per la libertà di informazione anche Antonio Di Pietro, leader dell’IdV. "Noi in questo momento - ha detto - vogliamo riaffermare il diritto all'informazione, fondamentale per la democrazia, che oggi è minacciata. Parlamento e governo fanno sempre più leggi per pochi e per furbi mentre molti stanno male". La manifestazione, spiega Di Pietro, "è per la libertà di stampa e contro il governo Berlusconi che è in totale conflitto di interessi".
Problema sulla libertà di stampa esiste - "Berlusconi dice che non esiste il problema della libertà di stampa, che abbiamo la stampa più libera del mondo - è stato il commento di Pierluigi Bersani, candidato alla segreteria del Pd - peccato che tutto il mondo la pensi diversamente e ci dica che c'è un problema. E la piazza ci conferma che il problema c'è". Per Bersani "governo e maggioranza non possono ignorarlo. Chi controlla l'informazione - sottolinea l'esponente democratico - la usa in modo ricattatorio su una sfera di interessi diffusi. Questa gente non vuole nient'altro che i giornalisti facciano il loro lavoro con la schiena dritta, perché quando gli si dice che la crisi non c'è la gente si irrita".
Massimo D’Alema: "Meglio se il premier riflette" - E' di "cattivo gusto" definire "una farsa" la manifestazione per la libertà di stampa promossa dalla Fnsi, Silvio Berlusconi farebbe meglio a riflettere sui motivi che spingono tanta gente a scendere in piazza anziché "insultare tutti". Così Massimo D'Alema a margine della manifestazione a Roma. "Insultare i cittadini è sempre di cattivo gusto, soprattutto quando si mobilitano così numerosi". Secondo D'Alema "il leader di un paese democratico dovrebbe capire perché tante persone sono qui, anziché insultarli”.
(Redazione Tiscali)