Immagini dell’alluvione di Giampilieri del 2007 e memoria “dimenticata” di un’altra decina di alluvioni

di Sostine Cannata

Frana di Giampilieri alluvione 2007 (www.salvorestuccia.com)

Per farsi un'idea di quello che è stata l'alluvione di Giampilieri del 25 ottobre 2007 è sufficiente consultare le foto di un sito fatto da Salvo Restuccia ,nel quale, in 100 foto, si mostra in tutta la sua interezza la tragedia annunciata. Le stesse strade, le stesse case, gli stessi volti, la stessa paura. Probabilmente tra i molti volti delle persone ritratte nelle foto di quell'alluvione, ci sono anche i volti di alcuni di coloro che stavolta non potranno più essere fotografati, in quanto sepolti sotto metri di fango, o già estratti morti.

L'alluvione del 25 ottobre del 2007 non è il primo grave precedente nella storia delle alluvioni di Giampilieri in questi ultimi 50 anni. Nel gennaio del 1957 un'altra devastante alluvione colpì il villaggio e ci fu un morto, un bambino. Ieri sera nel TGR Sicilia della RAI, sono state trasmesse le immagini di quell'alluvione, prelevati dall'archivio Rai.

Mili S. Pietro (http://upload.wikimedia.org/wikipedia)

La grave situazione di dissesto idrogeologico che hanno evidenziato Scaletta, Giampilieri, Molino, Altolia e Briga, è evidente per quasi tutti gli altri villaggi della zona sud del Comune di Messina. Ricordo per averla vissuta direttamente, in quanto bambino che viveva in quel villaggio, la gravissima alluvione che l'11 novembre 1974 colpì Mili S. Pietro e che per pura fortuna non provocò morti. Circa 200 frane si abbatterono sul territorio di Mili S. Pietro e Mili S. Marco, alcune portandosi dietro migliaia di metri cubi di collina. Fu assolutamente un caso che anche a Mili S. Marco non ci fossero morti, perchè questo villaggio, posto nella sua parte principale sotto il livello del torrente Mili, e sovrastato da un collina quasi a strapiombo interamente abbandonata e puntualmente incendiata tutte le estati, fu sommerso dal fango fino al livello della strada provinciale che conduce a Mili S. Pietro. Un'altro villaggio fortemente scosso da quall'alluvione fu S. Filippo Superiore, che ha una morfologia assolutamente simile a quella di Mili S. Pietro, e anche in questo villaggio, per fortuna, non ci furono morti. Meno fortunate furono due donne della famiglia Mannino, zia e nipotina di 5 anni, che nell'alluvione del 1933, morirono per il crollo della loro casa sotto l'impeto del torrente che invase l'abitato di via Vallone a Mili s. Pietro. Così come fortunata non fu una donna che con gesto materno salvò suo figlio, nell'alluvione del 1954 a Mili s. Marco, nella propria casa seppellita dal crollo della Chiesa. Quel giorno Filippo Cucinotta, testimone di quell'evento, bambino di meno di un anno, venne estratto da sotto le macerie miste a fango da suo padre, Pietro, che scavò con le mani. La stessa alluvione colpì anche Larderia come documentano alcune foto tratte dal sito Larderia Web.

Mili S. Marco (http://www.fotobias.it)

Alluvione di Larderia 1954 (www.larderiaweb.it/joomla)

E ancora al caso si deve l'assenza di morti nel nubifragio del 4 ottobre 1996 che colpì con estrema violenza Mili S. Pietro e Mili S. Marco.

Alluvione Larderia 1954 (www.larderiaweb.it)

Non c'è bisogno di essere cassandre, per poter dire che se non si mette in atto una seria politica di salvaguardia e messa in sicurezza del territorio, altri morti ci saranno e non bisognerà aspettare molto visto i repentini cambiamenti climatici. C'è una soluzione immediata, leviamo il miliardo e trecento milioni di euro del forsennato progetto di costruzione del ponte sullo Stretto di Messina e destiniamolo a rendere sicura questa città e questa provincia dal rischio idrogeologico e sismico. Chiediamo alla gente che vive sotto le colline o in prossimità di torrenti se vuole che i propri figli siano sicuri nelle loro case o vuole, insieme a Berlusconi e compagni (o e meglio dire camerati), riempirsi la bocca di parole vuote sullo sviluppo di questi territori che passa attraverso il Ponte.