INTERVISTA • Il Genio civile di Messina accusa

di Elena Di Dio

«Siamo stati ignorati dalla Protezione civile»

Tratta da: http://www.apcom.net

Gaetano Sciacca, ingegnere capo del Genio Civile di Messina, si fa prendere dalla foga. E dall’emozione che le immagini «raccapriccianti» che arrivano dai tre chilometri e mezzo di costa fra Scaletta Zanclea e Giampilieri, provocano in tutti i messinesi. Immagini di morte ampiamente previdibili. Anzi già denunciate, proprio da Sciacca.

«Come Genio Civile abbiamo fatto un lavoro certosino e capillare per individuare le emergenze dei territori che oggi sono devastati da questa tragedia. E’ accaduto nell’ottobre del 2007 (il 25, ndr) quando la protezione civile regionale dopo l’alluvione che aveva invaso le strade di Giampilieri di fango e detriti ci aveva chiesto una ricognizione di tutti i territori».

E voi che avete fatto in quella occasione?

Ho mandato tutti imiei funzionariin giro per i comuni, abbiamo fatto riunioni con i sindaci, ci siamo spinti fino a Castelmola sopra Taormina dove si contavano danni e comunque rischi di dissesto gravi. Abbiamo stilato un elenco di opere urgenti e indifferibili e fra novembre e dicembre dello stesso anno abbiamo trasmesso tutto alla protezione civile regionale».

Bene, quindi saranno stati stanziati fondi per quegli interventi.

Nonostante abbia scritto alla Prefettura, abbia sollecitato la regione, abbia insistito presso ogni ente possibile, ai comuni, alla Provinciadi Messina, all’Anas e nemmeno al Genio Civile è stato mai assegnato un finanziamento per mettere mano a quelle opere di consolidamento che avrebbero potuto evitare la tragedia di oggi».

Lei usa parole durissime.

Certo, la protezione civile regionale smetta di fare passerella. Vuole fare da se gli interventi, che li faccia. I soldi ce li ha, l’elenco degli interventi, ripeto indifferibili l’abbiamo fatto a suo tempo. E’ ora di risanare un territorio debole e devastato. Il dirigente generale della protezione civile regionale ha responsabilità gravissime in questa tragedia».

La Procura di Messina ha appena aperto un’inchiesta sui morti di Giampilieri.

Nelle prime settimane del 2009 ho depositato un esposto alla Procura di Messina in cui denunciavo le gravi condizioni di rischio del territorio, in cui chiarivo la presenza del piano di interventi e l’inefficienza della macchina regionale. Dossier che ho aggiornato la scorsa settimana con i danni provocati dal nubifragio del 14 settembre ripetutosi il 24 nella stessa zona ionica e che ho consegnato nelle mani del procuratore capo, Guido Lo Forte».

In quell’elenco di interventi cosa considerava indispensabile fare per contrastare il progressivo dissesto?

Erano elencati interventi anche semplici, la corretta raccolta delle acque, il consolidamento dei versanti, la piantumazione di essenze nella coltre superficiale aggredita dal fuoco e realizzazione di vie di fuga per consentire alla gente una scappatoia visto che le strade sono impercorribili e ai mezzi di soccorso di intervenire. E’ assurdo quanto sta accadendo in queste ore».

Ma l’eccezionalità dell’evento climatica è sufficiente a spiegare la portata di questa tragedia?

In tre ore sono cadute su Messina 230 mm di acqua, nel 2007 ne erano caduti 100. Solo lo Spirito Santo in quella occasione ha impedito il peggio. E’ chiaro comunque che gli eventi climatici planetari hanno un’influenza su quanto accaduto ma è pur vero che l’uomo ci mette la sua. Se sul Prg si prevedono deroghe alla costruzione nei limiti di 10 metri dalla linea di costa, deroghe alla costruzione entro i 150 metri dai torrenti, se continuiamo a costruire a ridosso dei corsi d’acqua, sulle colline, se si persevera in questi interventi scellerati di scelta politica e non tecnica, la comunità ne subirà gli effetti negativi. E’ vero l’evento è stato eccezionale ma è l’uomo con la sua insipienza ad aver contribuito ad accelerare gli effetti devastanti su un territorio debole, devastato e vilipeso».

Ingegnere, quanto è accaduto a Giampilieri questa notte, può ripetersi nel centro della città
di Messina?

Vado dicendo da anni che questa città ha un alto tasso di rischio sismico e idrogeologico. A Messina non servono le grandi infrastrutture ma le opere minime per mettere in sicurezza il territorio e magari salvare delle vite».