Quelle case non erano agibili

di ALESSANDRA ZINITI - la Repubblica

Minate alle fondamenta, dichiarate inagibili, mai messe in sicurezza. Molte delle case che l'altra notte sono state spazzate via a Giampilieri e Scaletta Zanclea non avrebbero dovuto essere abitate. Come quella di Giovanni Falconeri che ora si aggirano tra le macerie alla ricerca di qualche indumento. "Sì, è vero - racconta - casa nostra era stata dichiarata inagibile dopo l'alluvione di due anni fa, ma non avevamo dove andare e nessuno è venuto a fare dei controlli o a mandarci via".

Chi doveva controllare, chi doveva garantire la messa in sicurezza di questa collina sbriciolatasi in un'ora di tempesta? È quello che dovrà accertare l'inchiesta per disastro colposo aperta dal procuratore Guido Lo Forte che ieri ha affidato l'incarico per le autopsie e ha nominato un geologo, un meteorologo e un ingegnere civile per studiare le mappe del rischio idrogeologico e degli interventi richiesti, progettati e di quelli effettivamente eseguiti. Ai carabinieri l'incarico di sequestrare le carte degli strumenti urbanistici degli ultimi sei anni. L'iscrizione nel registro degli indagati di amministratori locali e regionali è solo questione di ore.

Ma sindaci e assessori non ci stanno a vedersi addossare tutte le responsabilità del disastro. Ci sono alcune carte che parlano chiaro: innanzitutto le dichiarazioni degli stati di calamità naturali dopo le frane del '94, del '96 e per ultimo del 2007. Dopo l'ultima alluvione, interventi per 11 milioni erano stati previsti dal piano strutturale elaborato dalla protezione civile regionale ma di quei soldi al Comune di Messina, per Giampilieri, sono arrivati prima 45 mila euro serviti per consolidare un terrazzamento a monte dell'unica strada che giovedì notte ha resistito al nubifragio e poi altri 900 mila euro per lavori che avrebbero dovuto essere consegnati proprio domani.

"Altri soldi qui non ne sono mai arrivati - dice l'assessore ai lavori pubblici Gianfranco Scoglio - e l'abusivismo non c'entra proprio nulla. A Giampilieri non c'è una sola casa abusiva. Quelle che sono state spazzate via sono tutte case del '700. Il fatto è che in quella montagna il territorio è stato devastato dagli incendi e non si è fatto nessuna opera di rimboschimento. E anche quella spettava alla Regione". Stessa musica a Scaletta Zanclea dove, dopo l'alluvione del 2007, al sindaco Mario Briguglio sono arrivati solo 500 mila euro. A stento sono bastati per ripulire il paese dal fango. "Avevo chiesto 20 milioni di euro - dice - non è arrivato nulla e i progetti per il risanamento si sono persi".


I 20 milioni forse arriveranno ora. È questa la cifra stanziata ieri dalla giunta siciliana. Il presidente della Regione Raffaele Lombardo annuncia anche l'avvio di un'indagine amministrativa: "Voglio capire perché le risorse hanno imboccato altre strade". Come quella indicata dal deputato regionale del Pd, Filippo Panarello, che punta l'indice contro il ministero dell'Ambiente: "Un anno fa gli enti locali chiesero di finanziare interventi urgenti per un milione di euro per Giampilieri. Non ci hanno dato ascolto e finanziarono interventi per le isole Eolie".