L’alluvione e le promesse da Cavaliere. Messina alza la voce

di Tonino Cafeo

E' bastato il passaparola con gli sms e sui social networks, ieri, per mobilitare centinaia di cittadini che si sono ritrovati davanti la Prefettura di Messina a contestare il Presidente del Consiglio e gli altri esponenti dei governi nazionale e regionale calati in città in seguito alla disastrosa alluvione di Giampilieri e Scaletta Zanclea.

Le modalità,per così dire, inusuali con cui il capo dell'esecutivo ha condotto la conferenza stampa -un lungo monologo interrotto solo da brevi interventi del presidente della Regione Lombardo, escludendo ogni possibilità per i giornalisti presenti di fare domande- hanno suscitato più di una perplessità e molte reazioni negative.

“Abbiamo ascoltato sbalorditi ed increduli il presidente del consiglio dire oltre ai tanti numeri che:
Giampilieri sarà ricostruita altrove sul modello de L’Aquila, che il mondo ci invidia; il 63% di tutto il rischio idrogeologico della Sicilia è concentrato nella provincia di Messina e che Il commissario per la ricostruzione sarà Lombardo con vice-commissario Buzzanca.” - Afferma Sinistra e Libertà - "Ci sembrano affermazioni folli - prosegue il comunicato del partito di Fava e Vendola- per vari motivi. Innanzitutto bisognerebbe trovare un’area adeguata al megaprogetto nel comune di Messina però, a causa della speculazione edilizia, non c’è molto spazio senza rischio idrogeologico. Poi: cosa accadrebbe dopo il prossimo nubifragio che potrebbe procurare disastri anche più grandi, se pensiamo al torrente Trapani (vedi affaire Oro Grigio) o Giostra, o Pace, o Tono?”

Sinistra e Libertà si chiede anche che senso abbia affidare la messa in sicurezza del territorio e la ricostruzione “ agli stessi amministratori e funzionarie , per conseguenza, agli stessi speculatori che hanno prodotto il disastro” , dal momento che “ solo a Giampilieri vi sono state ben 33 deroghe al piano regolatore generale.”
Le conclusioni che SeL trae sono drastiche: “bisogna che Buzzanca e Ricevuto si dimettano o almeno lascino la gestione di questa crisi a chi è più preparato di loro, visto che 10 anni di amministrazioni provinciali e comunali di centrodestra hanno permesso che il 63% del rischio idrogeologico della Sicilia si concentrasse nel territorio di loro competenza”.

Analoghe richieste vengono da un documento dell'assemblea della Casamatta della Sinistra in cui si legge che : “persino l’on. Prestigiacomo ci ha detto che l'alluvione dei giorni scorsi era una “tragedia evitabile”, dimenticandosi per un attimo di essere il ministro dell’Ambiente e che avrebbe potuto far qualcosa in tempo.

L’assessore Scoglio ci accusi pure di sciacallaggio politico-prosegue il documento- ma la nuda verità è che i morti di Giampilieri e Scaletta sono stati uccisi da speculatori senza scrupoli e soprattutto da una classe politica inetta, che si rifiuta di capire che la più urgente opera pubblica è la manutenzione del territorio e degli edifici.”
“Invece-conclude la Casamatta- si continua a tollerare l’abusivismo edilizio; a modificare i piani regolatori per favorire amici generosi – vedi inchiesta Oro Grigio – o a far finta di non vedere quando si smantellano pilastri autostradali – vedi Boccetta – per lasciar passare mezzi d’opera; quando si progettano discariche ed inceneritori sul greto di torrenti ed in ZPS; quando si immaginano megacentri commerciali in cave di sabbia o nel torrente Zafferia, e addirittura grattacieli al Tirone.”

L'assemblea della Casamatta invita perciò la città di Messina alla mobilitazione chiedendo:
“le dimissioni del Sindaco, del Presidente della provincia e degli assessori provinciali e comunali all’ambiente e territorio e protezione civile;

1) l’immediato avvio di interventi utili a mettere in sicurezza il territorio.

2)il definitivo accantonamento dello sciagurato progetto del Ponte (ancora oggi richiamato in causa dal ministro Matteoli);

3)la demolizione di tutte le costruzioni abusive, comprese quelle sanate, se a rischio idrogeologico;

4)la verifica della compatibilità geologica per tutti i cantieri edili in città;

5)l’elaborazione di un nuovo piano regolatore ispirato a migliorare la qualità della vita dei cittadini e non a tutelare gli interessi degli speculatori;

6)il blocco immediato di tutti i PRUSST in attesa del nuovo piano regolatore.

I primi appuntamenti previsti saranno un assemblea cittadin , da tenersi nel salone delle bandiere del municipio Il prossimo venerdì 9 ottobre alle 17,30 ed una manifestazione in piazza per il giorno seguente.8922_103495006330410_100000097334565_106438_1902594_n