La nostra terra frana

Adesso ci sono anche i morti: nel momento in cui scriviamo (ore 23,30 del 6 ottobre), a Giampilieri Superiore, Scaletta Zanclea, Briga Superiore, Altolia e Molino si contano 26 persone morte e un lungo elenco di dispersi a causa della “natura matrigna” si affrettano a dire i nostri governanti( a partire dal sindaco Buzzanca) ai vari livelli di responsabilità, per togliersi di dosso le pesanti e persistenti responsabilità.

In questi anni il territorio dei comuni della riviera jonica, dove si sono verificate le maggiori perdite di vite umane, aveva dato notevoli segnali di sofferenze, come ad es. l’alluvione del 25 OTTOBRE 2007, che aveva colpito duramente soprattutto Scaletta Zanclea, Itala, Ali’ Terme ed i paesi confinanti. Ma questi segnali di lacerazioni del territorio non sono stati colti dalle autorità preposte alla nostra sicurezza: ANAS, CAS, amministratori locali, provinciali, regionali e nazionali. APOCALISSE MALTEMPO MESSINADopo le frane abbiamo assistito alle passerelle delle nostre autorità istituzionali preposte…. all’incuria del territorio, che hanno solo chiacchierato a vuoto, senza risolvere i problemi, che avevano contribuito a creare, assecondando una politica di speculazione e di abusivismo edilizio sul territorio. Ricordiamo, altresì, che alla vigilia dello scorso Natale si era verificata l’ennesima frana a Capo Scaletta all’altezza della madonnina, un intero costone si era staccato, occupando interamente l’adiacente sede stradale. Le continue frane a Capo Alì…. Il continuo isolamento dei comuni rivieraschi, in particolare Itala e Scaletta Zanclea. Le recenti frane sull’autostrada, l’allagamento e le frane di Letojanni, dove, per fortuna non c’è scappato il morto. Le istituzioni preposte alla sicurezza hanno giocato con la morte, sulla nostra pelle. Adesso, però, i morti ci sono. La Procura della Repubblica sta giustamente indagando per disastro colposo. Ma sarebbe stato meglio un’azione preventiva per evitare questo grave carico di lutti. Era tutto prevedibile! MA IL COMITATO D'AFFARI, che ci governa ai vari livelli, non ha fatto niente in questi anni. Anzi! Dopo l'alluvione del 25 ottobre 2007(che ha colpito la riviera jonica) hanno continuato a lavorare per i loro interessi con piccoli rattoppi (dove li hanno fatti). E che dire del triste spettacolo degli aiuti: poche macchine della protezione civile a sirene spiegate, per marcare la loro "presenza". Molti mezzi privati, i soliti amici degli “amici”.…. E dire che doveva arrivare l’esercito con i suoi potenti mezzi! (Con tutto il rispetto per i volontari e le associazioni senza fini di lucro, che si sono prodigati generosamente).E intanto la nostra terra frana. Prima ancora sono franate le istituzioni in questo vuoto di iniziative, finalizzate alla messa in sicurezza del nostro territorio. Davanti all’ennesimo disastro si sono ripetute scene già viste: passerelle di autorità e ministri (addirittura quella dell’ambiente, la Prestigiacomo!), il governatore Lombardo, che ipocritamente fanno autocritica. Il presidente del senato che, dopo la guerra della speculazione sul territorio, vuole “la pace” per la loro…ricostruzione. Il presidente del consiglio, che promette di fare come a L’Aquila, cioè pura demagogia, presenzialismo mediatico e forte speculazione sul territorio, con l’aggiunta del Ponte sullo Stretto sponsorizzata anche dal Ministro per le infrastrutture Matteoli. Come Sciacalli arrivano a Messina, all’indomani di questa immensa tragedia che ha spezzato tantissime vite umane. Scandaloso!! Questi signori sono tutti arruolati nel partito del Cemento, che tanto danno ha fatto e continua a fare nei nostri comuni, nella Sicilia e nell’intera nazione. Il 70% dei comuni italiani è a rischio frane e alluvioni a causa del degrado idrogeologico e dei corsi d’acqua, dell’abusivismo e del disboscamento: in totale 5.581 comuni, di cui 1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio di alluvione e 2.596 a rischio sia di frana che di alluvione. Lo dice Legambiente, nell’ultimo dossier sul tema, l’Ecosistema Rischio 2008. La Sicilia è undicesima (70%), con 200 comuni a rischio frana, 23 a rischio alluvione e 49 a rischio frana e alluvione. Nel 42% dei comuni non viene svolta regolarmente un’attività di manutenzione ordinaria dei corsi d’acqua e delle opere di difesa idraulica. A ciò si aggiungano gli incendi e l’abbandono dell’agricoltura, che predispongono i terreni alle frane. E che dire della "Protezione Civile". Ma esiste un coordinamento reale tra i vari enti preposti alla sicurezza di una citta' e di una provincia soggetta anche ad altissimo rischio sismico ? Esiste una qualche strategia per costruire una vera  " agenzia per la sicurezza”? Come Comunisti continuiamo ad avere seri e fondati dubbi che la classe politica (centrodestra e/o centrosinistra, Buzzanca o Genovese campione anche quest’ultimo di deregulation edilizia) possa affrontare e risolvere le urgenze ambientali... Siamo impegnati a combattere per la sicurezza a fianco dei lavoratori precari in primis, ma anche contro tutte le precarietà, comprese quelle del territorio, che tanto dolore stanno provocando. Per resistere contro la precarieta’ del nostro territorio e delle nostre esistenze è necessario uscire dalle lamentele , dalla delega ad una classe politica traditrice delle aspettative popolari : è necessario ripartire con la lotta dal basso . Richiediamo le dimissioni di tutte le autorità comunali, provinciali e regionali preposte alla sicurezza del territorio e delle sue vie di comunicazione. E’ora di smetterla con questo vergognoso rimbalzo di responsabilità.

Giacomo Di Leo, per Alternativa Proletaria, organizzazione comunista per la Quarta Internazionale, Mario Russo, per il Partito Comunista dei Lavoratori.