Metalmeccanici: in duecentocinquantamila in piazza contro l’accordo separato

Nel giorno dello sciopero generale della FIOM, con percentuali altissime di adesione, i lavoratori chiedono interventi urgenti contro la crisi e più democrazia

Tratta da: www.cgil.it

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Contro i licenziamenti e contro l’accordo separato, per sostenere il valore del contratto nazionale e della democrazia, 250mila lavoratori metalmeccanici hanno sfilato nelle vie di cinque città: Milano, Roma, Firenze, Napoli e Palermo.
Nel giorno dello sciopero generale, indetto dalla FIOM e che vanta percentuali altissime di adesione, lavoratori ma anche tantissimi studenti hanno preso così di mira l’accordo separato che si profila tra Federmeccanica FIM e UILM nella vertenza per il rinnovo contrattuale. Le tute blu della CGIL riferiscono che a Milano i partecipanti al corteo sono stati 100.000, a Firenze 70.000 e a Napoli 50.000, mentre alle manifestazioni di Roma e Palermo partecipano rispettivamente 30.000 e 10.000 persone. “E’ stata una giornata importante con tanti lavoratori in piazza a difesa dell’occupazione e per ribadire con forza che il rinnovo del contratto non si deve fare escludendo la FIOM”, ha commentato con soddisfazione il segretario generale della CGIL, Guglielmo Epifani, la giornata di mobilitazione e lo sciopero dei lavoratori metalmeccanici.

Ma, così come sottolineato da Epifani e dalle voci dei 5 cortei, la FIOM ha indetto lo sciopero generale per dare forza alle sue proposte, necessarie per affrontare i pesanti effetti della crisi sul lavoro e sull’occupazione. “E’ necessario bloccare i licenziamenti, estendere gli ammortizzatori sociali, rafforzare le tutele nel momento in cui gli effetti della crisi sono più pesanti e pericolosi”, ha affermato Epifani nel sostenere che nel confronto per il rinnovo del contratto nazionale della categoria la FIOM no va esclusa. “Sarebbe molto grave l’ipotesi di un accordo separato per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici - ha rilevato il leader CGIL - ed è giusto il richiamo della FIOM a non continuare la trattativa senza uno dei soggetti della rappresentanza sindacale e a consultare i lavoratori sulle piattaforme presentate per il rinnovo contrattuale. E’ un principio di democrazia e di rispetto nei confronti dei lavoratori”.

Gianni Rinaldini, segretario generale della FIOM, nel corso del suo intervento, a conclusione del corteo di Milano, ha posto l’accento sul valore della democrazia. “Abbiamo mandato una lettera a tutte le forze politiche - ha detto il numero uno della FIOM - e abbiamo una domanda da fare che non è quella se appoggiano la nostra piattaforma o quella degli altri ma se sono disposti a sostenere un atto legislativo di democrazia affinché tutti i lavoratori si possano esprimere su accordi che li riguardano”. Rinaldini ha poi rilanciato la proposta fatta a Federmeccanica di fermare la trattativa per il rinnovo e di dare voce ai lavoratori: ''fermatevi, fermate la trattativa, non fate gli incontri martedì e mercoledì prossimo sulla piattaforma di FIM e UILM, facciamo un referendum tra i lavoratori”. Un referendum ‘vincolante’: la FIOM, ha fatto sapere il segretario generale della categoria, accetterà il responso dei lavoratori: “Accetteremo la decisione della maggioranza dei lavoratori, se approveranno la piattaforma di FIM e UILM ritireremo la nostra, se approveranno la nostra FIM e UILM ritirino la loro”. Nella stessa giornata sono scesi in piazza anche gli studenti dell'UDU, della REDS e dell'UDS. Secondo le associazioni sono scesi in piazza 150.000 studenti in 70 piazze per portare la propria solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici in sciopero e protestato contro i tagli alla scuola previsti dai provvedimenti del ministro Gelmini.
(CGIL.it IL PORTALE DEL LAVORO)