UNIFICHIAMO, RADICALIZZIAMO ED ESTENDIAMO LE LOTTE DEI LAVORATORI

L'autunno appena iniziato vede l'azione convergente di governo e associazioni padronali nello scaricare la crisi capitalistica sui lavoratori e sulle masse popolari. precarinofL'attacco ai salari, ai diritti e alle tutele dei lavoratori e delle lavoratrici in questi mesi ha visto un'accelerazione, aggravando ulteriormente le condizioni già precarie raggiunte in questo quindicennio di concertazione.

A migliaia ormai si contano i licenziamenti individuali e collettivi, mentre il governo, associazioni padronali (Confindustria, Confcommercio e Confagricoltura) e sindacati complici (Cisl, Uil e Ugl) svuotano il Contratto collettivo nazionale di lavoro, tagliano i salari, aprono alla deregolamentazione completa delle condizioni di lavoro e alle gabbie salariali. I primi ad aver subito i licenziamenti, senza nessuna protezione sociale, sono stati i lavoratori precari e gli immigrati, quest'ultimi oltre al lavoro perdono anche il permesso di soggiorno, ritrovandosi nella triste situazione di clandestinità per effetto di una legge infame e razzista, contro la quale scenderanno in piazza il 17 ottobre a Roma movimenti, associazioni, soggetti sindacali e politici antigovernativi. In questa manifestazione saremo presenti come organizzazione, per rimarcare soprattutto la solidarietà tra lavoratori nativi e quelli immigrati, che sta alla base della costruzione di un blocco sociale anticapitalistico ed internazionalista. Altresì questa crisi colpisce duramente le donne, che non solo sono gravate da un doppio lavoro per effetto del taglio dei servizi sanitari e sociali, ma subiscono anche l'aumento dell'età pensionabile. La scuola e l'università vengono falcidiate dai tagli e privatizzate, mentre il governo effettua licenziamenti di massa dei precari della scuola (insegnanti, amministrativi e tecnici).Nello stesso tempo continua la guerra coloniale in Afghanistan con il consenso anche dei liberali del centro sinistra e vengono aumentate le spese militari.Il tutto avviene in assenza di una reale opposizione, gli stessi liberali del Pd non hanno ostacolato la vergognosa sanatoria dei capitali esportati all'estero da parte delle maggiori imprese, delle banche, degli evasori e della borghesia più banditesca e criminale.Di fronte a questo pesantissimo attacco ai lavoratori e alle masse popolari, come la lotta vincente dell'INNSE ha dimostrato, è necessaria una risposta altrettanto forte e radicale, ad oltranza del movimento operaio. Nello stesso tempo è necessario estendere e unificare le lotte. Bisogna bloccare i licenziamenti, garantire l'occupazione attraverso la riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, estendere gli ammortizzatori sociali, occupare le aziende che chiudono e licenziano, nazionalizzarle senza indennizzo sotto il controllo dei lavoratori, coordinare mediante l'elezione di delegati le aziende in lotta al livello territoriale e nazionale, sostenere le lotte con la cassa di resistenza, in sintesi costruire un programma operaio di uscita dalla crisi capitalistica e renderlo operativo nella lotta di classe. Le manifestazioni e gli scioperi sindacali se rimangono rituali e frammentati non sono utili alla resistenza della nostra classe di riferimento. Epifani, per ingraziarsi le simpatie della Confindustria, ha dichiarato che la Cgil ha “evitato l'esplosione della rabbia sociale”, questa linea sindacale porta al disastro e alla sconfitta. Noi lavoreremo, con tutte le nostre forze e con il metodo del fronte unico di lotta, perchè questa linea sindacale sia sconfitta. Per questo è necessario che le manifestazioni, le lotte e gli scioperi siano inserite all'interno di un percorso di lotta unitario e ad oltranza, una vertenza unificante tutto il mondo del lavoro salariato, dei disoccupati, dei precari, degli immigrati contro il governo e il padronato. La riuscita dello sciopero generale dei metalmeccanici organizzato dalla Fiom-Cgil (pur con tutti i limiti burocratici e sindacalistici di questa organizzazione) per il 9 ottobre è un passaggio importante di questo percorso di lotta, non solo perché i meccanici sono la più grande categoria industriale, ma anche perché la sconfitta della loro piattaforma (blocco dei licenziamenti, estensione degli ammortizzatori sociali, aumento dei salari), benché la riteniamo insufficiente di fronte alla gravità della crisi capitalistica, segnerebbe per i prossimi anni i rapporti di forza tra le classi nel paese. Lo sciopero dei metalmeccanici deve trovare una convergenza unitaria nello sciopero generale del 23 ottobre proclamato da Rdb, Cub, Cobas e Sdl. La piattaforma dei sindacati di base ,molto avanzata nei contenuti di classe (dalla difesa dei salari, del contratto unico nazionale, delle tutele dei lavoratori, alla difesa della democrazia sindacale, alla difesa ad oltranza delle spese sociali per l’ambiente, necessità urgente come dimostra l’ultimo tragico disastro di Messina, deve interagire e costruire relazioni con tutti i lavoratori e in particolare con quei settori di avanguardia che saranno presenti allo sciopero della Fiom del 9 ottobre. L’intenzione dei precari della scuola di partecipare ad entrambi gli appuntamenti rappresenta un fatto di enorme rilievo nella prospettiva della costruzione della vertenza unificante contro il governo e il padronato.E' con questo spirito unitario e sulla base di questa politica che l'Organizzazione Comunista, Alternativa Proletaria per la Quarta Internazionale, aderisce e vuole contribuire alla riuscita degli appuntamenti in campo in questo mese di ottobre e nelle prossime iniziative di lotta.


Antonino Marceca, Giacomo Di Leo per l’Organizzazione Comunista, Alternativa Proletaria per la Quarta Internazionale