11 Ottobre 2009

Calcio, Irlanda – Italia finisce 2 a 2: azzurri ufficialmente qualificati ai Mondiali

 gilardinogolMissione compiuta. L’Italia pareggia 2-2 in Irlanda grazie al gol di Gilardino al 90’ e si qualifica per il Sud Africa. Dove nel 2010 difenderà il titolo mondiale. E allora, forse, poco importa se a Dublino ha sofferto un’Irlanda coraggiosa, spinta dal ruggito degli 80.000 del Croke Park. Perchè - come risultati - ora tutto si azzera. Qualche amichevole, magari di lusso, servirà per provare a darle più sicurezze. Lippi avrà tempo per qualche ritocco, magari qualche inserimento nel gruppo, poi conterà molto in quale condizione psicofisica gli azzurri si presenteranno in Africa.

Però la partita di Dublino non ha fatto neanche intravedere il bel gioco mostrato contro la Bulgaria, nè la personalità da grande squadra. Il primo tempo è stato sottotono, salvato dal gol di Camoranesi, che ha risposto a Whelan. Poilippi102 una ripresa più convinta, ma non ancora convincente. Solo un gol di Gilardino al 90’ ci ha evitato di doverci aggrappare al salvagente Cipro, dopo che St. Ledger aveva segnato nel finale. Trapattoni, pur beffato, può consolarsi. Perchè l’Italia finisce prima nel girone 8 delle qualificazioni mondiali, ma Irlanda è seconda, e va ai playoff, grazie alla sconfitta della Bulgaria con Cipro. E poi il Trap doppia il pari (a Bari fu 1-1) dell’andata: con una squadra di qualità inferiore ha preso due punti agli azzurri. Il Trap si giocherà la qualificazione nei prossimi spareggi.

I verdi del Trap partono a mille all’ora. Gasati dall’atmosfera incandescente del Croke Park e incoraggiati dalle titubanze di un’Italia timida. Che sembra più una debuttante in società che la squadra campione del mondo. E così l’Irlanda domina i primi 20’. Pressa alta, fisica, sportivamente cattiva. Utilizza le fasce, con McGeady scatenato a sinistra, e in mezzo trova un Whelan che recupera palloni come il raccattapalle più tonico. Il gol arriva inevitabile, spontanea conseguenza di quello che si vede. E favorito da una "dormita" della difesa azzurra, che non prendeva rete da tre partite. Il vantaggio dei padroni di casa scaturisce da trapattoni_fischiouna punizione, una specie di corner corto battuto dalla destra: palla fuori area per Whelan, che, indisturbato, ha il tempo per prendere la mira e trafiggere con un destro incrociato Buffon.

Poi all’Italia vengono i 5 minuti. Si arrabbia, smette di farsi prendere a sberle, e reagisce. Al 25’ arriva la prima conclusione in porta azzurra: un bel tiro al volo di Grosso, troppo centrale per impensierire Given. E’ la sveglia. Passa un minuto e Camoranesi pareggia, di testa, su angolo calciato da sinistra da Pirlo. Italia cinica, e 1-1. L’Irlanda non si demoralizza, e continua a spingere. L’Italia invece torna a soffrire, ammalata di paure misteriose. Ma al di là di tante mischie non concede poi molto. Gli irlandesi fanno la partita, attaccano generosi, e le folate immaginate alla vigilia si susseguono: ma sottoporta i verdi pasticciano, e Chiellini spesso ci mette una pezza con il suo strapotere atletico, che spicca ancor di più poiché gli irlandesi la buttano sui muscoli. All’intervallo è 1-1.

In avvio di ripresa l’Italia segna subito. Chiellini, di testa trova la porta, ma la rete è invalidata dal fuorigioco di Iaquinta, che tocca dentro davanti a Given. Ma l’Italia cresce. Ed era ora. Sfrutta l’inevitabile stanchezza dei verdi, e comincia a sfruttare le qualità dinamiche di Iaquinta, che galoppa negli spazi, duffqn9dando profondità agli uomini di Lippi. Ora la partita è equilibrata: l’Irlanda non ha nulla da perdere, e insiste caricando a testa bassa, ma l’Italia ora riparte più convinta.

Il finale è clamoroso. St. Ledger segna di testa a una manciata di minuti dalla fine. Lo stadio diventa una bolgia e sembra crollare sopra gli azzurri. Che però dimostrano orgoglio e carattere. Una volta di più. E un pizzico di fortuna, che non guasta. Perchè allo scadere Gilardino, entrato per Di Natale, trova la zampata sottoporta che vale il 2-2 finale. Che vale il viaggio in Sud Africa.

 Il ct azzurro ha varato la sua solita squadra con 2 centrocampisti bassi, un tridente arretrato e un’unica vera punta individuata in Iaquinta. La difesa ha effettuato qualche colossale dormita generale, come in occasione del primo gol. Gli azzurri ogni tanto hanno acceso la luce e allora sono stati guai per la pur fragile retroguardia avversaria.  Ma é ovvio che in Sudafrica si dovrà migliorare: e tanto. (S.I.)

(Fonti: www.gazzetta.it

www.calcioblog.it )