11 Ottobre 2009

Salute, Assistenza domiciliare oncologica inadeguata nel 53% casi

IL PRESIDIO DEI DIPENDENTI

Sono oltre due milioni gli italiani che convivono con un tumore ma l'assistenza domiciliare e quella psicologica restano ancora un tabù per l'oncologia italiana. In un panorama positivo per livello delle prestazioni e risultati raggiunti, emergono carenze evidenti sul tempo che l'équipe sanitaria dedica al malato una volta a casa, giudicato inadeguato dal 53% delle associazioni di volontariato e sul sostegno psicologico, di cui usufruiscono solo il 38,3% dei pazienti al Nord, il 20,9% al Centro e il 12% al Sud, con una media nazionale ferma al 26,5%.

Le differenze riguardano anche la disponibilità di nuovi farmaci, con ritardi di alcuni mesi fra regione e regione nell'introduzione di alcune molecole più innovative. Lo rileva una ricerca condotta dalla federazione italiana delle associazioni di volontariato oncologico (Favo) e dall'associazione italiana di oncologia medica, presentata oggi all'XI Congresso Nazionale Aiom in corso a Milano. Si tratta della versione conclusiva del rapporto sulle "Disparità nell'accesso dei malati oncologici ai trattamenti terapeutici e assistenziali" redatto con il Censis all'inizio del 2009.

"Le diversità riguardano anche altri ambiti, come i modelli organizzativi e il governo clinico e della spesa, la formazione, l'appropriatezza dei criteri di allocazione e di utilizzo delle risorse - afferma Francesco Boccardo, presidente nazionale Aiom -. La nostra associazione è impegnata attivamente nel processo di razionalizzazione, con progetti specifici e attraverso l'implementazione di linee guida per la diagnosi e la cura di tutti i principali tumori e per l'utilizzo di specifici farmaci". Attualmente sono 22 e in questo congresso verranno distribuite agli oncologi per favorire l'attività quotidiana nei reparti. "Per strutturare politiche e strategie di superamento delle disparità abbiamo istituito l'Osservatorio permanente sulle Difformità assistenziali - afferma Francesco De Lorenzo, presidente Favo - un organismo che coinvolge oltre a noi ed Aiom anche i radioterapisti, l'Inps, l'Aifa e il Sistema informativo sanitario. L'obiettivo è mettere a disposizione dei pazienti uno strumento di monitoraggio capace di cogliere in tempo reale emergenze o storture".

Oltre a questa nuova struttura, l'Aiom può contare anche sul suo "Libro bianco", diventato da anni il punto di riferimento dell'Oncologia italiana, la cui nuova edizione verrà presentata a gennaio 2010. Ormai giunto alla quarta edizione il "Libro bianco" subirà una grande trasformazione per renderlo sempre più una "guida" anche per i pazienti. Si tratterà di una vera e propria carta dei servizi che coinvolge 240 unità operative. (Apcom)