11 Ottobre 2009

Simbolo del degrado

di Giovanni Marafioti e Salvatore Crisafulli

Il caso Messina, (Giampilieri, Scaletta Zanclea e dintorni) è il simbolo del degrado intellettuale di un sistema che da anni, nel sud, non riesce a garantire uno sviluppo ordinato, compatibile con l’ambiente e con le caratteristiche geomorfologiche del territorio. Vittime innocenti, bambini, famiglie distrutte, ricerca dei colpevoli. Un rituale che sistematicamente si ripete, poi tutti i soggetti coinvolti dicono tutto regolare: è una tragica
fatalità, ma se fossero arrivati i finanziamenti avremmo fatto le opere d’accordo con la Protezione Civile, così dicono.

Purtroppo in Italia tali potenziali condizioni sono diffuse, dicono i Tecnici, solo che in Sicilia vi è una realtà molto precaria, Impianto normativo regionale non evoluto, norme comunali troppo addomesticate, la Provincia come al solito non si capisce cosa faccia. Sembra profilarsi il concetto che il disastro è la conseguenza di tante omissioni e negligenze, cause e concause che sotto la pioggia battente sono emerse con il grave costo di vite umane.

Ma cosa fanno i Sindaci ?

Tollerano, per opportunità di consenso e per vari compromessi, rinunciano a rivendicare una programmazione coordinata intercomunale cosa che avrebbe dovuto farsene carico la Provincia e la Regione.
Vi sono alcuni Comuni che tutt’oggi non hanno il P.R.G., quando ormai nella maggior parte delle Regioni si sviluppa il Piano del Governo del Territorio, concezione più evoluta rispetto al P.R.G., ovvero lo sviluppo socio economico attraverso la pianificazione negoziata.
Indaga la Procura, indaga la Regione, il WWF parla di lottizzazioni pericolose, si parla di abusivismo edilizio, mancanza di controlli etc. etc.; conclusione 28 (diconsi ventotto) morti e 7 dispersi, per cui si scava ancora nel fango, giorno e notte.

Da ambientalisti convinti, dobbiamo affermare che latita il rispetto verso la natura, disordine, entropia, caos, tecnici più burocrati che altro, manipolatori incoscienti di norme per sostenere anche l’inverosimile.
Dimostrare il contrario è impossibile, le carte sono a posto, niente abusivismo, tali affermazioni conclamano una realtà inquietante, purtroppo il risultato è il.. Disastro.

Quello che è accaduto è generato da un fenomeno meteorologico eccezionale, ma evento normale, la visita del Ministro all’Ambiente, a nostro sommesso avviso, presso i luoghi del disastro è apprezzabile, ma inutile, perché Egregio Ministro non si informa se quanto il suo ministero produce viene rispettato, a mò d’ esempio, nella procedura A.I.A. la Centrale di San Filippo del Mela (Me)-Sicily-, avrebbe dovuto adeguarsi alle prescrizioni della Commissione I.P.P.C., ed invece sembrano emergere soluzioni mediate, che mettono a rischio la salute degli oltre 150.000 abitanti della Valle del Mela e dintorni, che da anni subiscono e patiscono oltremodo, le conseguenze dell’inquinamento atmosferico e del suolo, pagando con malattie croniche respiratorie e diffuse neoplasie oltre alla impossibilità di attuare altre forme di sviluppo socio economico.

Occorre forse aspettare che si concretizzi “il disastro”, per effettuare un’inversione di rotta?

Non solo, sempre nella Valle del Mela in quella piccola porzione di territorio, un tempio gioioso esempio di civiltà contadina, vi è la Raffineria di Milazzo che sostiene di essere in regola con i livelli di emissione mentre noi crediamo il contrario, ed adesso sta per aggiungersi la Centrale di compressione Gas Snam a Monforte Marina.

I caduti del Disastro nel Messinese hanno meritato il lutto nazionale, hanno commosso l’intera nazione, proprio per l’evento cruento che scuote le coscienze, mentre i morti per cancro, per gravi malattie degenerative sono sepolti nel silenzio e muoiono lentamente giorno dopo giorno.
Ci aspettiamo che gli Organi Istituzionali attuino quanto necessario per garantire la vita ed il normale sviluppo, e se il Ministro viene a visitare questi luoghi, auspichiamo che, lo faccia per inaugurare processi sostenibili di sviluppo piuttosto che, in occasione di eventi funesti o disastri.