12 Ottobre 2009

Scesi in piazza per gridare

di Corrado Speziale

A completamento di un sabato all’insegna del dolore e dell’indignazione per le vittime dell’alluvione dei villaggi della periferia sud di Messina, comitati spontanei senza specifici
manifestazione_messina_nubifragiocolori politici, con a capo l’Associazione “La casamatta della sinistra”, sono scesi in piazza per gridare liberamente, ad alta voce, la loro rabbia per quanto accaduto. Un corteo, partito alle 18.00 da Piazza Antonello, costituito da centinaia di persone, ha percorso corso Cavour, via Tommaso Cannizzaro, via Cesare Battisti e via Garibaldi, per sostare davanti al Comune ed alla Prefettura, in segno di protesta, e concludersi con un breve sit-in in piazza Unione Europea, dove, prima di alcuni interventi dei manifestanti dalla scalinata, le vittime sono state ricordate con un minuto di raccoglimento seguito da applausi.
Ad eccezione di Gennaro Migliore, ex parlamentare del P.R.C. ed attuale esponente di “Sinistra e Libertà”, che ha partecipato al corteo nella fase iniziale, la manifestazione non ha visto la presenza di alcun uomo politico né locale né nazionale.
In grande evidenza, invece, i comitati cittadini “No Ponte”, che hanno esposto il loro storico striscione, divenuto ormai da tempo una “bandiera” di tutti coloro che alzano la voce non solo contro la realizzazione della mega opera, ma anche contro le speculazioni edilizie e quant’altro ha condotto all’imbarbarimento urbano della città dello Stretto.
Ed in questo caso, è stato il grave dissesto idrogeologico, causa delle vittime del 1° ottobre, scaturito della noncuranza di enti, istituzioni ed amministratori, il tema principale della protesta, attraverso la quale sono state chieste le dimissioni del sindaco Buzzanca e del Presidente della Provincia Ricevuto, nonché dei componenti delle rispettive giunte che si occupano di Ambiente, Territorio e Protezione civile.