13 Ottobre 2009

NATO BIMBO SENZA TALASSEMIA

E' nato "con parto naturale da pochi giorni, pesa più di tre chili ed è un maschietto. E' il primo
bimbo venuto al mondo da genitori portatori di anemia mediterranea, senza la malattia grazie alla selezione  ovocitaria". A darne notizia è Ermanno
Greco, direttore del Centro di medicina della riproduzione dell'European Hospital di Roma. La tecnica Icsi è stata effettuata solo su ovociti
precedentemente diagnosticati come sani, grazie a una particolare diagnosi genetica messa a punto ed effettuata da Francesco Fiorentino, del
laboratorio Genoma di Roma.

"Grazie a tale tecnica - spiega Greco - abbiamo potuto  trasferire nella madre del bambino due embrioni sani, che hanno dato  luogo ad una gravidanza
singola. Si tratta di un risultato molto  importante - sottolinea - innanzitutto per un motivo di carattere sociale, perché l'anemia mediterranea
costituisce la malattia  monogenetica piu' diffusa al mondo: in Italia in particolare ci sono  almeno 3.000.000 di portatori, concentrati soprattutto
in Sardegna,  Sicilia, Delta del Po, Calabria e Puglia, con circa 7.000 malati. Il  costo per la terapia di un paziente talassemico, come evidenziato
da una recente ricerca multicentrica, è di circa 1.200-1.500 euro al  mese, quindi notevole è l'impatto economico sulla sanità pubblica".
Non solo.

"In passato - prosegue l'esperto - si poteva ipotizzare una non  efficacia diagnostica e terapeutica della diagnosi preconcepimento nei confronti di
malattie 'geneticamente rilevanti', come appunto l'anemia mediterranea. D'altronde, che non si tratti di un risultato casuale lo dimostra il fatto che
nel nostro centro sono in corso altre gravidanze in cui è stata effettuata la selezione ovocitaria per anemia  mediterranea". La tecnica è stata
infatti eseguita "su trenta  pazienti e i risultati in nostro possesso, presentati all'ultimo congresso dell'Eshre, hanno evidenziato il 30% circa di
gravidanze su  trasferimento dell'embrione. Un notevole successo - ribadisce - per  una tecnica considerata fino ad oggi sperimentale, che può essere
applicata a tutte le patologie ereditarie a trasmissione femminile".