16 Ottobre 2009

I cani dell’Imperatore

Storiella semiseria dell'eterno ringhiare

di Valdo Malsicuro

Tratta da: www.vialesusanna.com

Ciò che accadde in quella fase di declino dell'Imperatore fu narrato e cantato per anni e anni.

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"Era come se un'infinita cagnara da guardia, assolutamente fedele e padronale, fosse stata sguinzagliata e ora fosse lì lì per mordere chiunque potesse pensare di guardar male l'Imperatore.

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Erano cortigiani, direttori delle cronache dell'epoca, cronachisti, figli e figlie, legittimi e illegittimi (un po' meno mogli, giovani e vecchie), presentatori di circo, giovani puttane, saltimbanchi e menestrelli, dipendenti diretti e indiretti, senatori e ministri di corte che avevano giurato sulla Magna Charta, presidenti di gruppi in Parlamento, esponenti illustri di partiti alleati, campagnoli e campagnole, contadini, artigiani, conciatori di pelli, girovaghi, vecchie bagasce, sferadipendenti eredi di magie, amministratori di terre locali e lontane, operai e braccianti, pescatori d'anime, boscaioli e così cantando.

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Decine di migliaia di cani da guardia, abituati a banchettare ai piedi della tavola del padrone, arrabbiati e pronti a mordere chiunque (foss'anche un pezzente bambino) oscurasse, anche solo per un momento, il fulgore che il padrone credeva di emanare, o tentasse di afferrare un pezzo di carne che avrebbe potuto esser loro destinato.

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Erano "cani" bisognosi d'affetto e a volte mordevano anche quando il padrone era distratto. Lo facevano per ricevere una carezza, un sorriso, persino un calcio.

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Solo l'errata idea che la Peste nell'Impero l'avessero portata i cani mise fine a quella cagnara. E di loro, fedeli amici dell'Imperatore, non restò che un pallido ricordo."

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