19 Ottobre 2009

Alluvione. “L’Altra città” offre una soluzione per la ricostruzione

Mentre i lavori nelle zone colpite dall’alluvione, proseguono, si continua a cercare una soluzione per la sistemazione degli sfollati.  Si parla di “ripopolare” le comunità di Giampilieri, Briga, Scaletta, Altolia, Molino, o piuttosto seguire l’alternativa delle “new towns” da costruire sul modello aquilano. Forte e sentita è l’ esigenza di non sradicare i cittadini dai loro villaggi.

Rassicurazioni, in tal senso, sono state date dal sindaco Buzzanca, dal presidente Ricevuto e dallo stesso neo-commissario per l’emergenza Lombardo: una possibilità che può tuttavia trasformarsi in realtà solo dopo aver dato vita ad un valido programma di messa in sicurezza del territorio. Di questo avviso sono anche i componenti dell’associazione “L’Altra città”, che in collaborazione con "l'Istituto Mediterraneo di Bioarchitettura Biopaesaggio ed Eco-design onlus” sottopone all’attenzione del Sottosegretario alla Protezione Civile, al Governo nazionale, al Presidente della Regione Siciliana, anche in qualità di Commissario per la ricostruzione, e alle amministrazioni provinciale e comunale di Messina, una proposta di “Linee guida” e di “Progetto preliminare per interventi di recupero ed eventuali espansione degli abitati di Giampilieri, Molino ed Altolia” ed eventualmente anche di Itala. Una relazione dettagliata, a firma di Caterina Sartori e Franco siloe-215Providenti, in cui, passo passo, vengono illustrati tutti i passaggi di un progetto articolato in tre fasi: 1)assetto del paesaggio e rimboschimenti; 2)recupero e conservazione dei nuclei abitati dei Villaggi; 3) nuove espansioni. “Necessario però affinché tale progetto si possa concretizzare – si scrive nel documento - che gli organi comunali competenti e, in particolare, al Consiglio Comunale, non rilascino più alcuna concessione edilizia in deroga o variante al PRG vigente, evitando così di aggravare il già precario assetto statico ed idrogeologico, se non dopo l’approvazione del Piano di Assetto Idrogeologico e del Piano Paesaggistico Regionale. Ciò anche al fine di verificare l’ammissibilità di ulteriori previsioni espansive dell’edilizia privata che rischiano di compromettere eventuali capacità espansive residue per altre tipologie di domanda abitativa, quale per esempio, quella per le categorie più deboli o anche per interventi straordinari finalizzati alla realizzazione di abitazioni per le popolazioni colpite dalle calamità”