21 Ottobre 2009

RFI, continua il depotenziamento nello Stretto

La divisione navigazione di Rfi chiude la tratta Civitavecchia - Golfo Aranci e la conseguenza e' il depotenziamento della flotta operante su Messina. A denunciarlo sono il segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese, il segretario provinciale della Fit Cisl Enzo Testa e il responsabile Ferrovie della Fit Messina Michele Barresi, che affermano: ''Sembra un paradosso ma ormai Messina paga dazio ogni qualvolta il Gruppo Ferrovie dello Stato immagina una rimodulazione del servizio in qualsiasi regione italiana''. Ferrovie dello Stato ha annunciato dal primo dicembre la chiusura della struttura navigazione che gestiva il collegamento navale con la Sardegna e quindi la sospensione del servizio sulla tratta Civitavecchia-Golfo Aranci effettuata dalla nave traghetto 'Garibaldi' che verra' dismessa. Nel corso della stessa riunione e' stato preannunciato che ''ogni qualvolta ci sara' l'esigenza di effettuare il collegamento tra il continente e la Sardegna, questo avverra' con una nave traghetto, il 'Villa', che verra' distaccata dal nodo dello Stretto''.

''Questo - precisano, in una nota,  Genovese, Testa e Barresi - dovrebbe accadere almeno per una settimana al mese visto che Trenitalia continua ad avere l'esigenza di trasportare materiale su carri ferroviari in Sardegna. Si accentuano, quindi, le criticita' gia' esistenti per la navigazione nello stretto, gia' precaria. Cosi' i treni a lunga percorrenza, che gia' oggi restano anche ore in attesa di traghettamento in caso di minimo ritardo, saranno penalizzati ulteriormente. Attualmente sono due le navi in servizio giornalmente nello stretto di Messina, piu' quella di riserva. Cosi', per una settimana al mese, tenendo conto della normale turnazione per la manutenzione ordinaria del naviglio e della mancanza della terza nave di riserva, al primo inconveniente sullo stretto si rischia di vedere solo una nave traghetto di Rfi Bluvia adibita al trasporto treni''. enotria_004La rimodulazione non interessa soltanto i mezzi, avra' una pesante ripercussione anche sull'occupazione messinese. ''I lavoratori in uscita dal centro gestionale di Civitavecchia - spiegano i segretari di Cisl e Fit messinesi - saranno dislocati sul territorio nazionale. Ma il grosso, una quarantina di lavoratori, sara' inviato a Messina mettendo in discussione ogni aspettativa occupazionale del personale precario in attesa di stabilizzazione. Questo movimento programmato spiegherebbe il perche', pur in presenza di una sentenza passata in giudicato per l'assunzione di 24 precari, non si e' ancora provveduto alla loro immissione in servizio, con la consapevolezza di dover ottemperare a futuri risarcimenti''.