22 Ottobre 2009

Attenzione all’autostrada!

di Giuseppe Restifo
ponteMitigatrici, compensative, propedeutiche: chiamatele come volete, sempre business è.
Un’onda di opere pubbliche starebbe per abbattersi su Messina: autostrade, interramenti ferroviari, svincoli e bretelle. Tutto, ovviamente, “grazie” al Ponte.
Niente, ovviamente, che abbia a che vedere con la messa in sicurezza del territorio, che ancora ci si ostina a definire “fragile”, mentre è fratturato, mentre le sue ferite ancora sanguinano, e stavolta purtroppo anche di sangue umano.
Ma per l’ing. Pietro Ciucci la questione è presto risolta: a gennaio si parte con un’opera “propedeutica” al Ponte sulla sponda messinese, dopo essere partiti il 23 dicembre su quella calabrese. L’idea è sempre la stessa: fare l’autostrada Annunziata-Granatari, cui è estremamente interessata Impregilo.autostrada
Su questo interessamento chi ne sa molto è ancora tra noi: Giampiero D’Alia e Antonio Di Pietro, come hanno avuto modo di dimostrare fra 15 e 16 maggio 2007. Nella prima tornata D’Alia dice all’allora Ministro delle infrastrutture: “sembrerebbe… che la società Stretto di Messina abbia intenzione di concludere una transazione con l'associazione temporanea di imprese Impregilo… tale transazione consisterebbe, tra l'altro, nell'affidamento, diretto e senza gara, di lavori, di importo pari alla penale contrattualmente prevista, da individuare nell'ambito del progetto preliminare del ponte; in particolare, la società Stretto di Messina avrebbe individuato come opera prioritaria da realizzare nella città di Messina il collegamento autostradale tra lo svincolo di Annunziata e la località Granatari… che, peraltro, non risulta assolutamente cantierabile”.

Il giorno dopo risponde Antonio Di Pietro: “per quanto riguarda la segnalazione dell'opera infrastrutturale in questione, cioè il collegamento autostradale Annunziata collettore nord-Granatari, l'intesa è stata ipotizzata, ma non è mai stata oggetto di accordo o di definizione tra le parti. Il collegamento Annunziata-Granatari risulta ricompreso nel progetto preliminare del ponte e delle opere connesse, a suo tempo approvate dal CIPE: è un'opera compresa tra quelle per le quali è prevista la gara pubblica”.

Replica D’Alia: “per quanto riguarda l'opera per la quale lei faceva riferimento alla transazione, la pregherei di guardare con attenzione le carte, perché l'opera è solo prevista nel progetto preliminare e non è cantierabile: non esiste alcun atto tecnico. Si tratta solo di un espediente tecnico per giustificare una transazione da 480 milioni di euro, che è allucinante!”.

In effetti al progetto preliminare dell’autostrada sembrerebbe sia stata apportata nel frattempo la “variante necessaria a preservare l’integrità della Cittadella universitaria dell’Annunziata”, visto che qualche pilone del viadotto che passa in quel punto finiva dentro la piscina e qualche altro nel campo di calcio.
Quindi, non sono ancora stati completati lo svincolo autostradale di Giostra e lo svincolo dell’Annunziata, e già si progetta di mettere mano a un nuovo raccordo autostradale fra l’Annunziata e Granatari.173813_2cws7m1
Ambientalisti e cittadini dotati di comune buon senso hanno obiettato: se proprio si vuole fare il bene di Messina e visto che il Ponte è molto di là da venire, se mai verrà, si potrebbe intanto sistemare la Panoramica per renderla più sicura e, magari, fare un by-pass fra la Galleria Bosurgi e lo svincolo dell’Annunziata. E l’ing. Ciucci – che sembra essere un nostro attento lettore – adesso parla di “raddoppi della Strada Panoramica”; ovviamente, non fa vedere i progetti; ovviamente, non dice se è stato fatto un appalto e chi l’ha vinto. Per aprire un cantiere, sembrano questi requisiti minimi.

Resta il fatto che, insieme ai suoi “mandanti” politici, continua a pontificare nel senso vero del termine, di ponte e opere connesse e compensative e propedeutiche che prevedono ulteriori valanghe di cemento. Non è sottraendo per sempre suolo ancora naturale costruendoci sopra, non è realizzando nuove corsie autostradali che questa città e i suoi cittadini potranno acquisire sicurezza e benessere. Ci basterebbe che l’ing. Ciucci, da presidente dell’Anas, riparasse le nostre strade statali, a Locanda di Gesso, a Calamona, a Capo Scaletta, a Capo Alì. Comprendiamo che queste “ambizioni” possono sembrare meschine a chi “pontifica”, ma comprendiamo pure che la cura del territorio, la manutenzione delle infrastrutture, l’organizzazione dei trasporti nell’area dello Stretto possono garantire lavoro e qualità della nostra vita.