23 Ottobre 2009

L’Arcivescovo incontra i medici

“Stiamo assistendo alla trasformazione dell'uomo da persona a prodotto della natura  – ha esordito così l'Arcivescovo mons. Calogero La Piana all'incontro organizzato dall'Ordine dei medici dal titolo “Medicina e persona” - il servizio che l'operatore della sanità deve fornire non è alle cure, ma all'ammalato. La prospettiva è diversa; assistiamo ad una società che tratta l'uomo a piacimento, menomandolo e manipolandolo per fini economici; stabilisce quando deve nascere e quando la sua esistenza deve terminare. Nel momento in cui non è efficiente, non è più utile, non è più cosciente, allora possiamo sopprimerlo”. L'Archimandrita, accolto con grande entusiasmo nell'auditorium “G. Martino”, dal presidente dell'Ordine Nunzio Romeo e dai consiglieri, si è soffermato sulla necessità di ridefinire il valore e la dignità dell'uomo, alla luce dei valori cristiani, con riferimento al fondamentale ruolo della sacralità e della famiglia. Senza frenare lo sviluppo tecnologico e scientifico, ma combattendo le pratiche chi mirano a trasformarlo nella sua consistenza biologica e psichica. Parole forti che urlano un secco “no” a scelte etiche, giuridiche, legislative, politiche improntate sulla soppressione delle differenze qualitative delle persone, preferendo la convenienza economica alla natura, l'efficienza alla diversità. “L'impegno della Chiesa di Messina, Lipari e Santa Lucia del Mela in questo anno pastorale – ha sottolineato La Piana - è diffondere la parola del Vangelo e di Dio su questi temi; i cristiani non devono assistere passivamente alla riduzione dell'uomo a merce. Occorre difendere la dignità umana in una logica di accoglienza, soprattutto per quanto riguarda gli immigrati, a prescindere dalle regolarità del loro soggiorno. E serve una maggiore attenzione alle persone che soffrono la solitudine: specie gli anziani, spesso abbandonati a loro stessi”.

E proprio il “Rispetto della dignità della persona nelle tecnologie della vita nascente” è stato il tema della relazione del prof. don Giovanni Russo, ordinario di bioetica e preside dell'Istituto teologico San Tommaso di Messina. Grazie alla nota esperienza in campo biomedico, è entrato nel merito di questioni scottanti quanto attuali ed è stato particolarmente apprezzato dal gremito pubblico. A cominciare dal crollo dei valori che non sono più oggettivi, ma individuali a causa del contesto in cui viviamo, multi-religioso, multi-culturale e caratterizzato da relativismo etico. “La dignità va tutelata fin dal concepimento – ha evidenziato Russo – ed esso deve essere il frutto del matrimonio, anche non religioso, e dell'atto di amore che fa scaturire una responsabilità genitoriale anche di fronte al nascituro”. Concetti semplici ma purtroppo dimenticati dal successo e dall'evoluzione di pratiche come procreazione in vitro, crioconservazione (cioè congelamento), diagnosi pre-impianto,  selezione degli embrioni, e cosi via, alcune parzialmente vietate dalla normativa italiana ma di fatto applicate all'estero. Russo ha parlato anche di cellule staminali, rilevando l'utilità della ricerca su quelle adulte, e al contrario l'inutilità di quelle embrionali che finora non hanno dato risultati positivi; tutt'altro, visto che nel momento in cui sono prelevate, sacrificano la vita stessa dell'embrione.

Al convegno moderato dal medico di famiglia Antonino Campisi, hanno preso parte il Prefetto di Messina Francesco Alecci, il prorettore Angelo Sindoni, che ha portato i saluti del Rettore Franco Tomasello e la signora Rosanna Trovato Morabito, presidente dell'Ammi, associazione che riunisce le mogli dei medici. In conclusione il presidente Romeo ha reso un omaggio a nome del Consiglio in segno di stima e gratitudine alle massime autorità cittadine, sempre vicine alle iniziative degli operatori della sanità e testimoni del valore sociale del ruolo dei medici.