24 Ottobre 2009

La sismicità della penisola italiana

Tratto dal sito dell' INGV

La Rete Sismica Nazionale Centralizzata registra più di 2000 terremoti l'anno. La rete opera con continuità dalla metà degli anni '70 ed stata ampliata in seguito al terremoto distruttivo dell'Irpinia del 1980 (Ms=6.9). Il catalogo sismico strumentale riporta circa 35.000 terremoti verificatesi in Italia a partire dal 1975. La sismicità crostale rappresenta la maggior parte dell'attività sismica registrata. Come risulta dalla mappa, la sismicità si concentra soprattutto nelle Alpi, lungo gli Appennini e riguarda la maggior parte dei vulcani attivi del Quaternario (per esempio, L'Etna, il Vesuvio, i Campi Flegrei, i Colli Albani). Inoltre si verificano sequenze anche nel promontorio del Gargano mentre la Puglia e la Sardegna sembrano essere relativamente asismiche.

Carta della sismicità in Italia dal 1981 al 2002
______Carta della sismicità in Italia dal 1981 al 2002 (INGV)______

La penisola italiana è interessata anche da terremoti intermedi e profondi. Sebbene il loro numero sia relativamente esiguo, sono di grande importanza per la comprensione della dinamica dei processi profondi. Terremoti fino a 500 km di profondità avvengono nella zona del Tirreno meridionale e la loro profondità aumenta andando da Sud-Est verso Nord-Ovest. Questi eventi evidenziano la subduzione attiva della litosfera Ionica al di sotto dell'Arco Calabro. La maggior parte dell'attività e' concentrata soprattutto verso i 300 km di profondità, dove i terremoti possono raggiungere anche Magnitudo 7. Un esiguo numero di terremoti di Magnitudo moderata (< 4.0) e di profondità intermedia si verificano anche nell'Appennino settentrionale. La profondità massima osservata per questi terremoti è di circa 100 Km e, sebbene non siano ancora ben studiati, suggeriscono un processo di subduzione attiva anche per questo settore della penisola italiana.

Mappa della sismicità in Italia (http://portale.ingv.it)
_________Mappa della sismicità italiana (INGV)________

Rete Sismica Permanente

La Rete Sismica Nazionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che controlla l'intera superficie dell'Italia, ad oggi presenta più di cento stazioni distribuite sull'intero territorio nazionale. Tuttavia, se si considerano le aree a maggior rischio sismico e vulcanico il numero di stazioni sismiche aumenta considerevolmente. Un chiaro esempio è dato dalla Rete Sismica Permanente della Sicilia Orientale (RSPSO) dove sono circa 70 le stazioni gestite dalla Sezione di Catania dell'INGV. Queste sono ubicate in un'area compresa tra l'Arcipelago Eoliano e l'altipiano Ibleo e circa il 50% di esse sono installate nella sola area del Mt. Etna.

Le stazioni della RSPSO sono sia di tipo analogico sia digitale, equipaggiate con sensori mono-componenti o tre-componenti, a corto periodo (1 s) o a larga banda (20 s). Entro ottobre 2003 verrà ultimato al Mt. Etna il primo nucleo di Rete Sismica Satellitare che consta di 12 stazioni digitali, otto delle quali equipaggiate con sensori a larga banda (40 s) e trasmesse mediante vettore satellitare. Tutti i segnali delle stazioni remote vengono trasmessi, in real-time / near real-time, al Centro di Acquisizione Dati Sismici (CADS) di Catania, facendo uso di trasmissioni in radiofrequenza, linee telefoniche dedicate, via satellite e tramite rete GAR. Presso il CADS i segnali vengono registrati in continuo, in formato analogico e digitale, ed analizzati sia automaticamente on-line sia in modalità off-line. Una linea dedicata ed una connessione wireless assicurano il trasferimento continuo dei dati alla Sala Operativa della Sezione di Catania ubicata presso la sede di di P.zza Roma dove vengono svolte le attività di sorveglianza h24.

Nella sua configurazione attuale la RSPSO consente di estendere la capacità di rilevamento degli eventi sismici alle scosse di più piccola magnitudo che sfuggono al controllo della Rete Sismica Nazionale, progettata e realizzata per il controllo dell'intero territorio italiano. Tale rete risulta, pertanto, di fondamentale importanza per la sorveglianza sismica e la ricerca nelle aree tettoniche e sui vulcani attivi siciliani, ed è indispensabile ai fini di una più accurata valutazione del rischio sismico in una fascia di territorio, quale quello della Sicilia orientale, in cui si sono verificati, nel passato anche recente, forti e disastrosi terremoti.

Tratta da: www.ct.ingv.it

La nascita nel 2000 dell'INGV ha fatto si che si potesse avviare, a partire dal 2002, un processo di rinnovamento tecnologico e potenziamento che nel giro di alcuni anni porterà la RSPSO ad essere dotata delle più moderne strumentazioni a tecnologia digitale, di sensori sismici a larga banda e di un sistema di trasmissioni ibrido (via radio, via cavo e satellitare) che consentirà il trasferimento numerico ad alta dinamica dei dati.

Nel caso di emergenze sismiche, anche in zone ubicate al di fuori della RSPSO, la Sezione di Catania dispone di una Rete Sismica Mobile (RSM) di pronto intervento costituita da 8 stazioni mobili e di un furgone per la centralizzazione dei dati.