26 Ottobre 2009

CAMPAGNA RIDOTTA DI 1/4

Negli ultimi 40 anni un territorio  equivalente a due volte la
Lombardia (5 milioni di ettari) è stato sottratto all'agricoltura a causa della costruzione di  nuove infrastrutture, zone industriali, residenziali, o abbandono di terre marginali: il dato è emerso da uno studio  realizzato per la Coldiretti dal prof. Angelo Frascarelli, nel  quale si evidenzia come lo spazio riservato ad attività agricole si sia ridotto, dagli anni '60-'70 ad oggi, di 1/4, per un totale di 12,7 milioni di ettari.
La perdita di spazio per l'agricoltura e la crescita di  domanda per usi alternativi della terra ha causato, secondo lo  studio, due importanti conseguenze: 1) ha acuito il problema  sicurezza del territorio italiano; non dimentichiamoci infatti  che nel nostro Paese 5.581 comuni, pari al 70%
del totale, sono  a rischio idrogeologico (1.700 a rischio frana, 1.285 a rischio  alluvione, 2.596 per entrambi). 2) Ha fatto lievitare il valore
dei terreni agricoli, ostacolando l'avvio di nuove imprese,  soprattutto per i giovani. L'uso plurimo della terra (agricolo,  residenziale,
ricreativo, paesaggistico, ambientale), l'alta densità demografica, il fatto che solo il 30% della superficie  agricola coltivata sia in pianura, i
forti vincoli ambientali,  paesaggistici ed idrogeologici, generano infatti, sostiene  Coldiretti, una forte pressione che spinge al rialzo il prezzo
della terra. Basti pensare che, secondo lo studio, circa il 42%  degli acquirenti di terreni non è un agricoltore o imprenditore  agricolo, anche
perché (dati Coldiretti-Swg, ottobre 2009) la  terra è considerata dagli italiani un investimento blindato, al  pari dei conti correnti ad alta
remunerazione e appena al di  sotto della casa.