28 Ottobre 2009

Le linee guida per la redazione del nuovo piano regolatore della città,

L'assessore alle politiche del territorio, Giuseppe Corvaja, ha trasmesso agli uffici per gli affari del Consiglio la delibera per le linee guida per la redazione del nuovo piano regolatore della città, che dovrà essere esaminato in commissione e poi dibattuto in Aula consiliare, prima delle sua approvazione. “Il provvedimento ha sottolineato l'assessore Corvaja è il primo passo – come previsto dalla legge - per avviare gli step necessari per la stesura del Prg e definire nuove regole e linee guida per orientare il proprio sviluppo territoriale”.

messina11La rielaborazione della Variante Generale al P.R.G. del Comune di Messina – ricorda la parte narrativa del provvedimento - è stata adottata con Deliberazione del Consiglio Comunale il 6 aprile 1998 ed è stata approvata con Decreto dell’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente n. 686 nel settembre del 2002, ma gli studi per la rielaborazione della Variante risalgono all’anno 1995. L’attività di formazione di un Nuovo Piano Regolatore Generale necessita della collaborazione e dei suggerimenti di tutti i soggetti, comunque interessati e presenti sul territorio (Enti, Istituzioni, Associazioni anche “no profit”, Aggregazioni varie, Esperti, etc.) e dell’intera cittadinanza, in tutte le sue componenti associate e non ed è pertanto, necessario ed opportuno che si proceda alla redazione del Nuovo Piano Regolatore Generale della Città di Messina, aperta agli apporti e contributi di tutti i soggetti interessati. Il Nuovo Strumento Urbanistico deve tenere conto delle seguenti linee guida, elencate in ordine non di priorità, essendo tutte ugualmente da attuare per il migliore “Governo del Territorio” e da valere quali indirizzi: non estendere l’edificazione oltre il perimetro a monte già naturalmente definito dagli insediamenti esistenti ed in fase di realizzazione ed escludere la previsione di nuove edificazioni in collina; recuperare alla città l’attuale zona destinata alla Fiera e parte della Zona Falcata, chiedendone all’Autorità Portuale la restituzione alla città e la conseguente fruizione, con nuova destinazione, ai cittadini; recupero e restituzione alla città delle zone Zir e Zis, ormai non più qualificabili come zone a vocazione industriale o artigiana, costituenti nuove centralità da creare o rigenerare prevedendo la individuazione, in sostituzione, di altre zone con destinazione industriale e/o artigianale; recepimento integrale dei rischi idrogeologici, geomorfologici dei dissesti, ed adeguamento automatico nel caso di modifica degli stessi; inquadrare le aree SIC e ZPS come opportunità di salvaguardia del paesaggio, un invito alla cura del territorio, una risorsa e non un limite alle “mire espansionistiche”; creare nuove viabilità, al fine di urbanizzare correttamente ogni zona; utilizzo del mare come mezzo di trasporto pubblico locale; esitare le richieste di condono in via preventiva alla redazione del nuovo P.R.G., al fine di avere piena certezza dei reali volumi esistenti; relazionare gli interventi (previsti, programmati o possibili) con il Piano Regolatore Generale della città, che deve restare elemento guida di programmazione, ricomprendendo e coordinando ogni disposizione o piano settoriale incidente o, comunque, influente (STU, Piani Strategici, PIAU, etc.); prevedere sistemi perequativi e compensativi per le diverse zone del territorio comunale; contribuire all’individuazione delle vocazioni economico-sociali del territorio e creare le condizioni perché queste siano sviluppate ed attuate a favore dello sviluppo del benessere collettivo (es. cantieristica, diportistica, trasformazione agrumi, ricerca scientifica, etc.); recupero alla città delle aree militari, non più strettamente necessarie alla difesa, e di quelle altre aree in dismissione da parte di altre amministrazioni; destinare il nuovo PRG ad essere ad un tempo proiezione ed attuazione per lo sviluppo economico – sociale della città, per elevare la qualità della vita; suscitare con il PRG l’amore per la propria città e per gli spaccati della stessa a cui ciascuno è particolarmente vicino; fissare precise scelte relative alla politica dei servizi, garantendo la dotazione necessaria di attrezzature e servizi pubblici e di interesse pubblico o generale; porre particolare attenzione ai vincoli urbanistici evitandone, per quanto possibile, la reiterazione; utilizzo di sistemi di fiscalità urbanistica; privilegiare la vocazione turistica della città, prevedendo la destinazione e lo sviluppo di infrastrutture alberghiere o comunque ricettive per i turisti, per la nautica da diporto e la vela, destinando aree a porticcioli con zone idonee per varo ed alaggio; individuare zone per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle imbarcazioni da diporto, yacht e imbarcazione di media dimensione; utilizzo delle ortofoto come elemento di studio e di forte dissuasione di ogni abuso; privilegiare, nell’attuazione del piano, atti negoziali e non solo codificati o autoritativi, prevedendo ipotesi di accordo con i privati, anche attraverso procedure concorrenziali, per dare attuazione ad obiettivi strategici, tra cui queste stesse linee guida e il risanamento della città, la eliminazione delle baracche e il social housing; mantenere e sviluppare la tradizione fieristica della città, individuando una idonea nuova zona da destinare allo scopo, per consentire un moderno utilizzo e un conseguente sviluppo del Polo Fieristico; attuazione della Convenzione Europea sul Paesaggio, L. n. 14/06, entrata in vigore il 1/9/2006 e recepimento dei relativi vincoli, e ricerca delle risorse economiche per la sua concreta realizzazione; prendere atto degli interventi compensativi e connessi preventivi alla realizzazione dell’attraversamento stabile dello Stretto di Messina; introduzione dei sistemi perequativi e compensativi per le costruzioni con tecniche antisismiche innovative e per quelle che impiegano tecniche di ingegneria naturalistica e materiali eco-compatibili portanti vantaggi energetici ed ambientali; limitare l’edificazione nelle zone destinate all’agricoltura, non coincidenti necessariamente con le aree agricole, ad opere ed infrastrutture pubbliche, servizi per l’agricoltura, anche e soprattutto biologica, l’agriturismo e l’ambiente; riutilizzare totalmente aree ed edifici dismessi e/o sottoutilizzati dislocati in città attraverso un “Piano delle Centralità” per le attrezzature, servizi e anche per l’edilizia (se strettamente necessario), al fine di recuperare quanto già edificato e limitare l’uso di suolo non urbanizzato; ripensare la corona dei villaggi periurbani attraverso una “Rete dei Villaggi” da avvicinare alla città anche attraverso ristrutturazione e recupero dell’edificato - nel rispetto delle norme per le aree ZPS (qualora ricadenti) - e comunque assoggettate a Piani Particolareggiati e ad un sostanziale miglioramento viabilistico, senza ulteriore espansione, ma con un uso produttivo non intensivo coerente con le tipicità agro-colturali e artigianali locali, qualora presenti, con conseguente sviluppo di profili turistici propri dell’agriturismo collinare; prevedere nuove centralità con l’utilizzazione delle aree del “Parco Ferroviario” in dismissione, comprese nuove e moderne viabilità dall’attuale vecchia Stazione Centrale al nuovo porto di Tremestieri, al fine di recuperare il mare alla città; prevedere nuove opportunità per un nuovo disegno della città, con le nuove centralità delle zone oggi occupate dalle RFI e con il recupero di altre zone centrali di cui si è detto; evitare la maturazione dei termini previsti per il silenzio assenso consentendo agli uffici l’esame dei progetti e dei titoli abilitativi nei termini di legge; mantenere la complessità delle preesistenti geometrie e giaciture di carattere ambientale o storico ed assecondare la conformazione geomorfologica del terreno; sviluppare la cultura del mare e delle colline, come elementi caratterizzanti ed identificativi della città e del suo profilo di sviluppo turistico; adottare principi di efficienza energetica e di innovazione tecnologica nei nuovi edifici ed insediamenti anche ai fini sismici, e della certificazione energetica; incrementare le superfici verdi, anche con l’obbligo di previsione di giardini pensili e verticali per i nuovi fabbricati e per la ristrutturazione o il rifacimento della sola facciata per gli esistenti; favorire la valorizzazione e regimentazione dei corsi d’acqua esistenti, anche attraverso l’uso di opere di ingegneria naturalistica, di concerto con le istituzioni competenti; ricercare una valorizzazione reciproca tra progetto e contesto ed esaltare i profili architettonici ed urbanistici, privilegiando ed esaltando la qualità progettuale; contribuire alla costituzione di un sistema di verde urbano (gli spazi verdi) che risulti fruibile, connesso agli insediamenti e non finalizzato unicamente al soddisfacimento quantitativo degli standard urbanistici. Il verde deve essere parte integrante del progetto, sia nelle parti botaniche sia in quelle pavimentate o d’arredo. Verificare la possibilità di rendere visibili, almeno in parte, i giardini privati dagli spazi pubblici ed evitare che la scena urbana sia dominata dai parcheggi; rendere permeabili gli spazi viabilistici di quartiere ad attività di carattere non automobilistico, finalizzate alla creazione di vivacità sociale e funzionale; differenziare la pavimentazione e prevedere funzioni attrattive, occasioni di soste, sedute e di osservazione delle attività che avvengono nello spazio pubblico, definendo fronti urbani continui (quinte urbane) e prevedendo la costruzione in confine con le strade pubbliche; valorizzare portici e gallerie pedonali con negozi e attività che possono risultare un rilevante elemento di connessione tra gli edifici e lo spazio pubblico, in grado di assolvere importanti finalità funzionali, estetiche e di vivacità sociale; promuovere la polifunzionalità degli spazi pubblici e privati, attraverso l’integrazione di attività, cultura, tempo libero e turismo, per favorire la vitalità sociale e funzionale; progettare spazi pubblici verificando, rispetto al periodo estivo ed a quello invernale, l’effettiva possibilità di una loro confortevole fruizione; porre quale pietra angolare del progetto le modalità di fruizione dei meno favoriti (bambini, anziani, diversamente abili, persone in difficoltà o a mobilità ridotta) e privilegiare la predisposizione di percorsi che possano essere utilizzati indistintamente da tutti i cittadini, senza la necessità di prevedere fruizioni differenziate; comprendere nel redigendo P.R.G. ogni elemento socio economico conosciuto proveniente dal censimento da operarsi da parte del Comune di Messina; comprendere tra gli elaborati di ogni piano urbanistico attuativo una documentazione interpretativa dei concetti regolativi per la migliore qualità urbana possibile, attraverso apposite rappresentazioni; i concetti regolativi della qualità urbana costituiranno la base fondamentale per la verifica della coerenza della progettazione con le finalità per la qualità urbana, quali: mappa del contesto; mappa della rete ecologica; mappa degli spazi aperti; mappa dei fronti attivi degli edifici; mappa dei percorsi lenti; la percezione dei luoghi progettati; rappresentazioni dello skyline; mappa delle superfici permeabili/impermeabili; mappa delle essenze arboree ed arbustive; mappa del paesaggio della pavimentazione; mappa del paesaggio luminoso; mappa dei luoghi di seduta; mappa del colore o dei colori e relativi piani; la mappa degli spazi aperti è costituita da una o più rappresentazioni che lascino in secondo piano gli edifici e illustrino la caratterizzazione formale degli spazi aperti: migliorare l’arredo urbano, inteso non come insieme di oggetti isolati, ma concepito in relazione alla sistemazione microurbanistica dello spazio pubblico e ai rapporti con la scena urbana; incrementare il ruolo delle architetture a zero cubatura; concepire lo spazio pubblico stradale come luogo nel quale i veicoli sono considerati ospiti in un paesaggio urbano che promuove la vivibilità e la polifunzionalità degli spazi”.