30 Ottobre 2009

Cisl: “La soppressione dell’Esa apre in Sicilia un problema grande come un baratro”

La soppressione dell'Esa annunciata dal governo regionale apre un ''problema grande come un baratro su due fronti: la ricollocazione dei 1.300 lavoratori, tra tecnici, amministrativi e trattoristi e la riattribuzione delle funzioni finora svolte dall'ente-carrozzone, di assistenza tecnica, meccanizzazione agricola, manutenzione delle dighe e servizi all'agricoltura, in generale". A dirlo e' la Cisl Sicilia, all'indomani della decisione annunciata dalla Regione di liquidazione dell'istituto.

Il sindacato guidato da Maurizio Bernava, con una nota diramata in mattinata chiede al governo regionale ''che convochi rapidamente tutte le parti interessate, lavoratori e imprese del settore, attorno a un tavolo che dia risposte al duplice problema''. Anche perche', puntualizza Armando Zanotti, della segreteria regionale Cisl, ''l'assistenzialismo non puo' essere una soluzione. Il sindacato non l'accetterebbe''. Cosi' come non puo' accettare ''soluzioni paternalistiche e unilaterali che non fanno proprie - sottolinea Bernava - le istanze dei lavoratori e del settore agricolo,'' che rappresenta un terzo del prodotto interno lordo regionale. esa100Da qui anche il dito puntato contro le generiche ''pseudo-rassicurazioni'' dell'assessore regionale al Bilancio, Roberto Di Mauro, che un paio di giorni fa ha reinviato a un ''futuro e indefinito decreto del presidente della Regione'', la soluzione del nodo occupazionale legato alla soppressione dell'Ente di sviluppo agricolo.