31 Ottobre 2009

Solidarietà ai messinesi in pericolo di vita

In un suo discorso il Presidente della Repubblica ha indicato l’alluvione di Giampilieri come un esempio nazionale per comprendere come sia urgente una rigorosa politica di salvaguardia e gestione del territorio. Sinistra Ecologia e Libertà di Messina è assolutamente d’accordo col capo dello stato e vuole aggiungere le seguenti considerazioni.

  • La ricostruzione di Giampilieri non può essere fatta altrove, perché non si può cancellare la storia e la cultura di una comunità. L’idea di new town del presidente Berlusconi ci sembra una boutade mediatica, detta da chi conosce il territorio solo perché ha fatto una gita in elicottero. Giampilieri e Scaletta vanno messe in sicurezza così come tutta la città di Messina, nonché tutta la provincia, sia sul versante ionico, dove frane e smottamenti mettono in pericolo non solo le città ma pure ferrovia, strade ed autostrade; che sul versante tirrenico, dove nello scorso fine settimana, si sono avute esondazioni di torrenti (Torrenova), e rischi di isolamento di piccoli comuni (Rometta).
  • L’abusivismo edilizio non è la prima causa del disastro, dei morti, degli sfollati, degli affetti estirpati, come dice il sindaco Buzzanca, anche se diffuso. Tuttavia questa circostanza non è una scusante, ma una aggravante. Infatti la cementificazione dissennata degli ultimi anni è stata assolutamente legale, con tanto di regolari concessioni edilizie ed all’interno del PRG e delle sue sciagurate varianti, non sempre approvate in piena coscienza (vedi inchiesta Oro grigio), tutte approvate da commissioni e consiglio comunale, sempre a maggioranza di centrodestra, purtroppo. Questa politica permissiva, anzi questa assenza di rigore nella politica del territorio, lamentata anche dal Capo dello Stato e denunciata da decenni dalle associazioni ambientaliste, sia a Messina che in provincia, è la principale concausa del disastro, forse non perseguibile penalmente perché sono tanti, forse troppi, gli organismi istituzionali e gli individui colpevoli di superficialità, se non addirittura di connivenza. Ma i morti, i feriti gli sfollati sono lì e urlano giustizia. Chi poteva con lungimiranza evitare il disastro non l’ha fatto, e piange oggi lacrime di coccodrillo perché ha preferito favorire gli speculatori amici in danno del bene comune, consentendo di aumentare gli indici di edificabilità ben oltre le soglie di pericolo, consentendo costruzioni a ridosso di pendii ripidi ed instabili o di greti di torrenti.
  • A Messina e la sua provincia è concentrato il 63% del rischio idrogeologico della Sicilia (ogni 100 frane in Sicilia in media 63 avvengono a Messina).Il sacco edilizio ha aggravato il rischio idrogeologico ed i messinesi sono in pericolo di vita ad ogni pioggia abbondante. Le variazioni climatiche globali stanno tropicalizzando sempre di più l’area del Mediterraneo. Ciò comporta il fatto che “bombe d’acqua” come quella che ha colpito Giampilieri e Scaletta potrebbero essere sempre più frequenti in futuro. L’idea che 300 mm d’acqua possano cadere sul torrente Trapani, o a Scoppo, o all’Annunziata o a Faro Superiore o in una qualunque delle vie d’acqua, coperte e scoperte del centro città ci terrorizza. Bisogna dunque attrezzarsi per evitare che la prossima bomba d’acqua uccida di nuovo. È dunque urgentissimo un censimento ed una manutenzione di tutte le vie d’acqua per verificare che non mettano a rischio la pubblica incolumità nel caso di piogge forti. Ove si trovassero dei rischi, la pubblica incolumità deve prevalere sugli interessi privati, quindi i manufatti cause di rischio devono essere sequestrati e persino abbattuti.
  • Chi ha avuto una responsabilità nel sacco edilizio, anche se piccola, anche solo per omissioni di controllo e vigilanza, non solo per complicità e diretto interesse, non può partecipare alla ricostruzione ed alla messa in sicurezza, Pertanto i funzionari degli uffici urbanistici, degli assessorati all’ambiente ed al territorio, devono essere trasferiti ad altri incarichi. Ma soprattutto gli assessori devono dimettersi. Anche l’on. Buzzanca dovrebbe dimettersi da sindaco e dall’incarico di subcommissario. Infatti l’on. Buzzanca è stato presidente della provincia regionale per oltre nove anni ed è stato sindaco per due. Durante la sua presidenza la sua politica del territorio, come minimo omissiva, ha permesso che a Messina si concentrasse, come già detto, il 63% del rischio idrogeologico di tutta la Sicilia. Non si tratta di belle referenze per il lavoro urgente che gli tocca oggi.
  • È assolutamente vergognoso che il governatore Lombardo, commissario per l’alluvione, destini solo 20 milioni di euro (solo bruscolini) all’emergenza Giampilieri, e ben 100 milioni di euro per la ricapitalizzazione della Società Stretto di Messina, per consentire l’apertura dei cantieri in Calabria, per spostare la stazione di Cannitello: Lombardo sottrae denari dei siciliani per opere in Calabria, mascherate da apertura dei cantieri del ponte, quando ancora non c’è nemmeno il progetto definitivo, proprio quando tutte le risorse reperibili dovrebbero essere investite per la ricostruzione dei villaggi colpiti e l’emergenza idrogeologica messinese, se la vita dei cittadini onesti fosse considerata più preziosa del profitto di speculatori senza scrupoli, da questo manipolo di politicanti.
  • È altrettanto vergognoso che il consiglio comunale abbia approvato in fretta e furia, mentre si cominciava a scavare per salvare vite umane, il piano triennale delle opere pubbliche, affermando poi che si era raggiunto l’accordo per senso di responsabilità di fronte alla vittime. Noi pensiamo che senso di responsabilità avrebbe richiesto di fermarsi per valutare meglio se quelle opere potessero essere sorgente di scempio e pericolo per i cittadini.

Inoltre Sinistra Ecologia e Libertà chiede:

1)     Di bloccare immediatamente la costruzione di nuove palazzine e l’attuale PRG, con gli strumenti legali  possibili ovvero con strumenti straordinari per tutelare la pubblica incolumità e la formulazione di un nuovo piano regolatore generale che metta al centro la sicurezza ed il benessere dei messinesi

2)     Abbandonare immediatamente i PRUSST, che prevedono la costruzione persino di centri commerciali nelle cave di sabbia e sui greti di torrenti, perché il futuro urbanistico di Messina deve essere ripensato.

3)     L’abbandono del progetto di una discarica emergenziale a ridosso del torrente Pace e sotto la bomba ecologica della discarica di Portella Arena che va messa in sicurezza subito e prima del prossimo disastro annunciato.

4)     Reperimento dei fondi per la ricostruzione e per la messa in sicurezza del territorio dai fondi (virtuali) per il ponte sullo stretto.

Riguardo a quest’ultimo punto Sinistra Ecologia e Libertà lancerà una petizione popolare, per mobilitare i cittadini messinesi, la cui incolumità è in pericolo non per la crudeltà della Natura o per la loro sfortuna, ma per la follia dei politici e dei loro protetti.